Ancora crescita per l’ecommerce, ma c’è uno zoccolo duro!

Sono stati recentemente presentati a Milano i dati dell’annuale osservatorio condotto da NETCOMM - Consorzio del Commercio Elettronico Italiano e dalla School of Management del Politecnico di Milano con il contributo di CartaSi, eBay e PayPal.

Nel 2007 l’eCommerce italiano supererà i 5 Miliardi di Euro con una crescita del 30% rispetto al 2006.

Cifre confortanti se si pensa che esiste ancora uno zoccolo duro di italiani che ancora non ha mai affrontato una transazione elettronica!

Dalla relazione presentata emerge che i dati rilevati sulle frodi hanno subito un ulteriore calo fino alla quota dello 0,2% sul totale del fatturato. Risulta evidente che lo scoglio dell’utilizzo insicuro delle carte di credito è ormai superato. E’ quindi ingiustificata la sfiducia di molti italiani verso questa metodologia di acquisto.

Chi fa già acquisti online, invece, sembra fidarsi sempre di più del mezzo, come dimostra l’aumento dello scontrino medio.

E’ ancora troppo diffuso un problema culturale di sfiducia, nonostante il fatto che il rischio della transazione non andata a buon fine gravi solo sul venditore.

Forse una campagna di comunicazione massiccia mirata al target dei diffidenti potrebbe essere la soluzione.

Il dubbio che rimane è se sia solo la paura delle frodi l’ultimo ostacolo alla diffusione massiccia dell’ e-commerce.


l’UE guarda all’Ecommerce, spunta un libro verde.

Da Bruxell arrivano indicazioni precise: “La fiducia dei consumatori è uno dei principali fattori che determinano l’orientamento di tale spesa nei diversi settori dell’economia, ed è chiaro che i consumatori non si sentono ancora abbastanza a loro agio nei confronti degli acquisti online per sfruttare appieno tutte le possibilità che questo settore offre”. L’obbiettivo della commissione è chiaro, infondere fiducia nei consumatori europei!

E’ per questo che la neo commissario alla politica dei consumatori, la bulgara Meglena Kuneva, intende dar vita ad un Libro Verde per avviare un processo di revisione delle norme comunitarie in materia di protezione dei consumatori adattandole alla nuova realtà digitale.

Il focus della commisione è puntato sulla frammentarietà del mercato europeo e il ritardo accumulato di alcuni paesi del UE. La Kuneva dichiara:”Possiamo permetterci di avere in Europa 27 ‘mini-mercati’ online e privare i consumatori di scelte, occasioni e prezzi più bassi grazie alla concorrenza? Dobbiamo fare in modo che i consumatori possano fidarsi degli acquisti online. Le regole del gioco sono cambiate, ed è tempo che la politica dei consumatori trovi risposte adeguate”

Continua con: “…Le potenzialità del mercato dei cittadini - come ha preferito chiamarlo Kuneva - sono invece enormi: secondo un recente studio, tra cinque anni gli acquisti online potrebbero coprire transazioni per 263 miliardi di euro e 174 milioni di consumatori sarebbero disponibili a entrare in questo mercato. Per Kuneva questo giustifica l’avvio di un’ampia riflessione a livello europeo per creare consenso e quindi riuscire a superare gli ostacoli”. Aggiungendo: “Da anni, ad esempio, i consumatori attendono una direttiva Ue sui crediti al consumo”.

Non è solo questo a preoccupare il presidente della commisione:“Ma anche ricercare norme più chiare sulle modalità di restituzione di un bene acquistato che ora variano notevolmente da uno Stato membro all’altro. Si punta inoltre a mettere in opera norme comuni sul diritto di recesso e sui costi di restituzione delle merci e disciplinare con chiarezza la durata del ‘periodo di riflessione’, entro il quale il compratore ha il diritto di ritornare sulla sua decisione e restituire il bene acquistato”.

Insomma la commissione punta ad uniformare le norme a tutela dei consumatori in tutto il continente europeo, dando così l’opportunità di avere un unico strumento di giudizio su chi opera bene e chi no!

 

Ancora non si capisce se all’interno della commisione figurerà anche una rappresentanza dei merchant. AICEL lo spera!

 


Ecommerce 2006 italiano ancora in crescita.

Eccoci finalmente di fronte ai dati ufficiali dell’Osservatorio Ecommerce di NETCOMM.

Come previsto dalla ricerca di metà 2006 la crescita di tutto il comparto si è assestata al 44%. E’ il sesto anno di fila che l’ecommerce italiano registra una crescita superiore al 40%. Ci troviamo di fronte ad una tendenza nettamente positiva che dovrebbe portarci nel giro di pochi anni a raggiungere, con le dovute proporzioni, i mercati leader quali USA e nord Europa. Le proiezioni del 2007 parlano della possibilità che a fine 2007 si registreranno online l’1,3% delle vendite al dettaglio. Siamo ancora lontani dal 10% degli USA e dalla media europea del 6% ma con questi tassi di crescita possiamo ben sperare di pareggiare i conti ben presto. In aggiunta a questo arrivano altre notizie importanti che potrebbero spingere la crescita come l’introduzione anche in Italia, a fine 2007, del WiMAX, tecnologia wireless a larga banda, che dovrebbe sostenere la penetrazione di Internet a banda larga nelle famiglie italiane. Aumentando il bacino di utenza è facile pensare ad un ulteriore incremento.

Entrando nel dettaglio dei dati presentati si nota subito come il Natale sia ancora il propulsore degli acquisti online. Questo periodo ha portato un aumento del 20% sulle vendite totali del 2006.

Altro dato interessante si riferisce ai segmenti più vivaci che si confermano i viaggi, l’elettronica di consumo e l’informatica che anche a Natale registrano le loro migliori performances. A seguire libri, musica e audiovisivi che possono vantare un incremento delle vendite natalizie intorno al 20%.

Altri segnali positivi vengono dalle proiezioni che vedono nel 2007 un aumento deciso anche degli ordini online, 45% circa, e una diminuzione dello scontrino medio, segno che l’ecommerce sta diventando pratica sempre più comune anche tra i consumatori italiani.

Insomma i segnali ci sono tutti per una rapida corsa verso l’affermazione di questo canale che, nonostante si dica l’opposto, piace sempre più agli italiani che ricercano, durante gli acquisti, affidabilità dei siti, sicurezza dei pagamenti e tempestività di consegna.   

 


Mercoledì da leoni per l’ecommerce americano

Mentre attendiamo le prime statistiche ufficiali dell’andamento dell’ecommerce italiano nel 2006 e in particolare nel periodo natalizio, da quello americano arrivano dati strabilianti.

L’ecommerce americano nell’anno 2006 ha registrato una crescita del 24%. In particolare nel periodo natalizio si è verificato un vero boom: in 2 mesi (dall’1 Novembre al 31 Dicembre) hanno registrato un fatturato di 24,6 milioni di dollari che vale da solo un quarto del fatturato totale del 2006. Mercoledì 13 Dicembre è stato il giorno record per gli acquisti online: un mercoledì da leoni!

Dall’Italia si attendono sicuramente risultati positivi; il trend di crescita è assicurato e si attesterà tra il 30 e il 40%. Ma il divario rispetto ai paesi dell’UE di riferimento resta ancora troppo ampio. L’uso dell’ecommerce, come tutti gli strumenti di business via web, rimangono ancora materia conosciuta a pochi.

La nota più negativa la registra l’Osservatorio Banda Larga di Between. Lo studio evidenzia esplicitamente che i “più pigri” nell’utilizzo delle nuove opportunità offerte dal web sarebbero i ristoranti, gli alberghi e i commercianti al dettaglio: ossia proprio la tipologia che a livello internazionale più ha beneficiato del boom di Internet e dell’ecommerce.

 


Comportamenti di un ebuyer a natale…

E’ sotto natale, sarà forse per il luccichio festoso per le strade o per le carovane di shoppers nei negozi, che si intensifica il traffico sui siti ecommerce. E’ proprio questo periodo che regala grandi soddisfazioni ai merchant.

Websense, nota società di webfiltering e sicurezza, ha voluto capire, tramite un’indagine di mercato, quelli che sono i comportamenti e le scelte degli acquirenti on line. L’indagine, svolta su un campione rappresentativo di utenti delle principali città dello shopping quali Londra, Parigi e Milano, mira a capire quali parametri vengono maggiormente presi in considerazione quando ci si cimenta in un eshopping.

Il 36% degli intervistati conferma che è il prezzo a dettare le scelte tra un sito e un altro; un simile 35% invece dice di non controllare neppure se il sito presenta il lucchetto, simbolo di sicurezza. il 17% invece rimane assolutamente inconsapevole sui rischi che si corrono online.

Tra gli altri dati emerge che l’89% utilizza il PC di casa ma un notevole 33% utilizza anche il PC a lavoro per ultimare gli acquisti.

Tra i dati più interessanti che si possono estrapolare dalla suddetta ricerca ci sono:

  • 42% di londinesi, 46% di parigini e 20% di milanesi vanno alla caccia dei prezzi più interessanti;
  • il 51% delle donne (contro il 41% degli uomini) preferiscono utilizzare i siti più noti;
  • il 54% dei milanesi (a conferma della qualità del nostro shopping) si fida dei marchi globalmente più noti mentre fa lo stesso solo il 44% dei parigini e 41% dei londinesi;
  • allo stesso modo i milanesi si dichiarano i meno sicuri a riconoscere la sicurezza di un sito ecommerce, ben 89%, contro il 67% dei londinesi e il 69% dei parigini;
  • gli ebuyer più evoluti sono sicuramente i londinesi che dicono per un buon 21% che la seccatura peggiore è quella della restituzione in caso di non soddisfazione dell’acquisto, problema che non viene riscontrato nei milanesi e nei parigini (probabilmente all’oscuro delle ordinarie pratiche dell’ecommerce);
  • infine il dato che accomuna tutti è la preoccupazione per l’arrivo tempestivo dei regali espressa dal 46% dei parigini, 38% dei milanesi e 33% dei londinesi.

Quindi se volessimo per forza trarre delle conclusioni ed agire di conseguenza direi che se lavoriamo sul mercato italiano diamo grandi priorità ai servizi, alle spedizioni e al brand awarness. Cerchiamo di costruire attorno al nostro brand un immagine di sicurezza, fiducia e autorevolezza. Non concentriamo gli sforzi su prezzi stracciati o su promozioni ma dedichiamoci a coccolare il cliente e ad incrementare la sua fiducia. Diamogli piuttosto gli strumenti per interagire direttamente con il negozio e per mettere al centro dell’attenzione la sua totale soddisfazione.


Ecommerce sicuro o leva di marketing?

A ridosso delle impennate natalizie, i colossi del mercato ecommerce scoprono le loro carte e attuano le loro strategie.

Molti puntano sulle leve economiche altri cercano vie alternative.

Per una fornitrice di servizi, qual’è Paypal, la via obbligata è stata l’informazione. 

Infatti il leader dei pagamenti on line ha appena messo in linea “Guida 2007 al commercio elettronico sicuro” , 12 regole base di comporatmento da evitare durante un acquisto. Semplici accorgimenti, validi per qualsiasi acquisto elettronico, che aiutano l’utente ad acquistare in tranquillità; in realtà la guida tende a rassicurare l’utente, trattando problemi comuni agli aquisti tradizionali (confronta prodotti per qualità/prezzo, diffida di prezzi troppo bassi…), e a metterlo in guardia sui metodi di pagamento. 

Giustamente sconsiglia metodi di pagamento poco sicuri che non siano tracciabili e che non offrano programmi di protezione degli acquirenti; di fatto afferma quanto Paypal risponda ai suddetti requisiti di sicurezza, quindi la bontà del suo servizio.

Insomma se periodo pre-natalizio offre ai media tante belle frodi preconfezionate, le aziende si difendono… a colpi di marketing!