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Oltre 875 Milioni di e-consumatori

Oltre l’85% dei navigatori mondiali ha usato internet per fare acquisti. Sono 875 milioni i consumatori on-line pronti a fare acquisti anche nei nostri negozi.
Questo è il dato che emerge dall’indagine di mercato Nielsen realtiva al commercio elettronico mondiale.

I maggiori e-consumatori sono i Coreani. Il 99% dei navigatori della Corea del Sud ha dichiarato di aver utilizzato la rete per fare acquisti. Secondi gli Inglesi, Tedeschi e Giapponesi (97%) mentre gli Americani si ‘fermano’ al 94%.

I maggiori acquisti si sono registrati nel settore Libri (41% degli acquisti on-line negli ultime 3 mesi). L’abbigliamento -settore col più alto tasso di crescita- è subito dietro con un 36% e a ruota seguono Video/DVD (24%), Biglietti Aerei (24%) e Elettronica di Consumo (23%)

Buone notizie anche dal versante ‘metodo di pagamento’: le carte di credito sono sempre più utilizzate e il 60% dei consumatori on-line ha utilizzato la carta di credito per effettuare acquisti. Successo per VISA che raccoglie da sola il 53% dei pagamenti con Carta di Credito

Il 25% ha dichiarato di aver usato PayPal per pagare quanto acquistato on-line (n.d.r. l’indagine ha considerato anche il pianeta eBay e utenti minorenni).


L’e-commerce italiano è di fascia alta

Secondo un rapporto presentato da Gfk, la diffusione del commercio elettronico nel nostro paese è ancora inferiore rispetto alla media europea, ma le scelte degli acquirenti sono ben definite

Gli italiani che acquistano sul web non cercano prodotti a prezzi stracciati ma puntano, piuttosto, a risparmiare qualcosa sugli articoli di di fascia alta. È questa la considerazione più importante del rapporto Gfk Internet Sales Forum: la rilevazione ha evidenziato come il mercato italiano dei beni durevoli di consumo abbia totalizzato, nel 2007, un fatturato complessivo di oltre 16 miliardi di euro (Retail Market), con una crescita del 2,9% rispetto al 2006. Di questi 16 miliardi, il 4,4% proviene proprio dal canale dell’on line, che mette così a segno un incremento del 38% rispetto all’anno precedente, per un giro d’affari complessivo di 710 milioni di euro.


Le vendite di beni durevoli sul web (file .pdf)

I prodotti ad alta tecnologia trainano la crescita
Il peso del canale on line è aumento in tutti i diversi settori, e rappresenta il 7,7% dell’IT, il 6,5% della fotografia, il 5,5% dell’elettronica di consumo. Diversi i fattori che hanno consentito questo sviluppo dell’e-commerce, secondo Gfk: l’aumento dell’utenza Internet (58% della popolazione italiana), la maggiore confidenza del consumatore nei confronti dei negozi virtuali, grazie anche alla diffusione di carte di pagamento ricaricabili in grado di ridurre i rischi nel processo di addebito della spesa. I prodotti più venduti nel canale on line nel 2007 sono stati i PC portatili (il 14,1% del totale), le TV LCD (12,9%) e i telefoni cellulari (9,9%). Seguono fotocamere digitali (5,8%), cartucce per stampanti (5,2%), e navigatori satellitari (3,9%). Ma in realtà gli articoli che hanno più contribuito al progresso dell’e-commerce italiano nell’ultimo anno sono stati essenzialmente cinque: gli Lcd, i Pc portatili, i lettori Mp4, le fotocamere digitali e i navigatori satellitari, tutti quanti prodotti ad alto contenuto tecnologico. In netto progresso anche il commercio elettronico di piccoli e grandi elettrodomestici. La telefonia portatile, invece, ha accusato una certa flessione rispetto al 2006, nonostante il buon andamento delle vendite degli smartphone.

Le scelte si orientano verso l’alto di gamma
La novità che emerge con chiarezza dal rapporto Gfk è che gli amanti dell’e-commerce sono un target molto appetibile per il marketing: le vendite on line sembrano infatti essere soprattutto concentrate sull’alto di gamma, tanto che la spesa media degli acquisti on line per i beni durevoli di consumo è di 201 euro, contro gli appena 88 euro del commercio tradizionale.


Prezzo medio sul web e sul canale tradizionale (file .pdf)

Su Internet molte più referenze
Una differenza notevole, se si pensa che i prodotti on line tendono comunque ad essere venduti a un prezzo più contenuto rispetto ai negozi tradizionali. Gli acquirenti più esigenti, inoltre, hanno più probabilità di veder soddisfatti i propri desideri su Internet: un negozio virtuale, in media, mette infatti a disposizione dei clienti circa 500 referenze contro le 110 di un punto di vendita tradizionale.


Numero di marche e modelli presenti sul web e sul mercato tradizionale (file .pdf)

In aumento il numero degli attori
L’on line, insomma, garantisce un assortimento più consistente di merci e questo è particolarmente apprezzato da chi vuole effettuare un acquisto mirato. Malgrado questa abbondanza, la concentrazione della quota di mercato è più elevata su Internet: in media, le prime 10 marche si prendono il 58% del mercato on line, contro il 49% del canale tradizionale. Per quanto riguarda gli attori in campo, il mondo dell’e-commerce italiano conta oggi 254 siti appositi, un numero decisamente più elevato rispetto ai 190 registrati nel 2006: di questi 254 operatori, 180 operano esclusivamente sul canale Internet, mentre altri 66 possono contare anche su una catena di negozi “reali”.

Resta la distanza dalla media europea
Nonostante i progressi dell’e-commerce italiano segnalati dal rapporto Gfk, la distanza dalla media europea resta comunque ancora notevole: a livello continentale, il peso dell’on line per i prodotti durevoli di consumo è passato dal 6,4% all’8,6%, con punte particolarmente elevate in Gran Bretagna, Germania e Repubblica Ceca.


Il peso dell’e-commerce in Europa(file .pdf)

Fonte: Il Sole24Ore


Mercoledì da leoni per l’ecommerce americano

Mentre attendiamo le prime statistiche ufficiali dell’andamento dell’ecommerce italiano nel 2006 e in particolare nel periodo natalizio, da quello americano arrivano dati strabilianti.

L’ecommerce americano nell’anno 2006 ha registrato una crescita del 24%. In particolare nel periodo natalizio si è verificato un vero boom: in 2 mesi (dall’1 Novembre al 31 Dicembre) hanno registrato un fatturato di 24,6 milioni di dollari che vale da solo un quarto del fatturato totale del 2006. Mercoledì 13 Dicembre è stato il giorno record per gli acquisti online: un mercoledì da leoni!

Dall’Italia si attendono sicuramente risultati positivi; il trend di crescita è assicurato e si attesterà tra il 30 e il 40%. Ma il divario rispetto ai paesi dell’UE di riferimento resta ancora troppo ampio. L’uso dell’ecommerce, come tutti gli strumenti di business via web, rimangono ancora materia conosciuta a pochi.

La nota più negativa la registra l’Osservatorio Banda Larga di Between. Lo studio evidenzia esplicitamente che i “più pigri” nell’utilizzo delle nuove opportunità offerte dal web sarebbero i ristoranti, gli alberghi e i commercianti al dettaglio: ossia proprio la tipologia che a livello internazionale più ha beneficiato del boom di Internet e dell’ecommerce.

 


Il 2007.. come sarà? I PREDICTED PER IL 2007

Anno nuovo predizioni nuove. Cosa ci si aspetta da questo 2007 dal punto di vista dei Contenuti del Web?
Sharon Housley, marketing manager alla FeedForAll, ha stilato una classifica con le 10 principali predizioni per il nuovo anno.

Alcune di queste riguardano direttamente il mondo e-commerce…..

Filtri Ricerca Contenuti
Con la crescita del web e dei distributori di contenuti (RSS) che creano una abbondanza di informazioni, la ricerca delle informazioni “giuste” è diventata una lotta per i navigatori.
Di conseguenza si assisterà ad uno sviluppo di soluzioni che aiuteranno nella scelta delle informazioni ‘filtrando’ quelle non necessarie e quelle ‘posizionate’

Ricerche Personalizzate e Ricerche Verticali
Il web 2.0 sarà molto più orientato ai contenuti. La ricerca 2.0 sarà interamente dominata dalla ricerca personalizzata. I portali di nicchia (e gli e-commerce) con un focus preciso e specializzato giocheranno un ruolo primario nella ricerca verticale. I siti ‘autorevoli’ avranno una ulteriore spinta in termini di visibilità.

Social Bookmarking e Social Network
Il Bookmarking Sociale è ormai maturo. Nel 2007 sarà “La folla„ che maneggerà l’ informazione.
La voce collettiva non ha solo guadagnato il momento storico ma ha anche attratto molti web-marketers.  Il pericolo è che piccoli gruppi organizzati approfittino della voce collettiva utilizzando tecniche di spam. I gestori di queste reti sociali dovranno rimanere un passo avanti gli spammers per rimanere in gioco e non compromettere la credibilità della propria rete.

RSS
RSS (Really Simple Syndication o Rich Site Summary, ecco estesamente e “fuor di acronimo” il significato della sigla RSS) è la scelta e gli utenti scelgono di abbonarsi ad un servizio di contenuti in grado di soddisfare un loro bisogno/necessità.
Il fenomeno RSS raggiungerà livelli significativi nel 2007 e perfino i miscredenti non potranno ignorarne il successo.

Cyber Security
La sicurezza e la riservatezza nel cyberspazio sarà una necessità nel 2007.
La privacy come l’ abbiamo (non)conosciuta negli scorsi anni non esisterà più. Assisteremo ad un incremento di procedure e software che garantiranno la nostra privacy.

On-line Real Estate
Mentre il mercato tradizionale dei beni immobile sta rallentando, la vendita di immobili on-line si sta sviluppando rapidamente.
La vendita attraverso i servizi di aste on-line (eBay) è u nuovo modo di raggiungere un largo pubblico. I compratori di immobili (anche stranieri) possono usare i servizi RSS e/o i filtri per monitorare i beni immobili collocati in specifiche regioni o codici postali.


Comportamenti di un ebuyer a natale…

E’ sotto natale, sarà forse per il luccichio festoso per le strade o per le carovane di shoppers nei negozi, che si intensifica il traffico sui siti ecommerce. E’ proprio questo periodo che regala grandi soddisfazioni ai merchant.

Websense, nota società di webfiltering e sicurezza, ha voluto capire, tramite un’indagine di mercato, quelli che sono i comportamenti e le scelte degli acquirenti on line. L’indagine, svolta su un campione rappresentativo di utenti delle principali città dello shopping quali Londra, Parigi e Milano, mira a capire quali parametri vengono maggiormente presi in considerazione quando ci si cimenta in un eshopping.

Il 36% degli intervistati conferma che è il prezzo a dettare le scelte tra un sito e un altro; un simile 35% invece dice di non controllare neppure se il sito presenta il lucchetto, simbolo di sicurezza. il 17% invece rimane assolutamente inconsapevole sui rischi che si corrono online.

Tra gli altri dati emerge che l’89% utilizza il PC di casa ma un notevole 33% utilizza anche il PC a lavoro per ultimare gli acquisti.

Tra i dati più interessanti che si possono estrapolare dalla suddetta ricerca ci sono:

  • 42% di londinesi, 46% di parigini e 20% di milanesi vanno alla caccia dei prezzi più interessanti;
  • il 51% delle donne (contro il 41% degli uomini) preferiscono utilizzare i siti più noti;
  • il 54% dei milanesi (a conferma della qualità del nostro shopping) si fida dei marchi globalmente più noti mentre fa lo stesso solo il 44% dei parigini e 41% dei londinesi;
  • allo stesso modo i milanesi si dichiarano i meno sicuri a riconoscere la sicurezza di un sito ecommerce, ben 89%, contro il 67% dei londinesi e il 69% dei parigini;
  • gli ebuyer più evoluti sono sicuramente i londinesi che dicono per un buon 21% che la seccatura peggiore è quella della restituzione in caso di non soddisfazione dell’acquisto, problema che non viene riscontrato nei milanesi e nei parigini (probabilmente all’oscuro delle ordinarie pratiche dell’ecommerce);
  • infine il dato che accomuna tutti è la preoccupazione per l’arrivo tempestivo dei regali espressa dal 46% dei parigini, 38% dei milanesi e 33% dei londinesi.

Quindi se volessimo per forza trarre delle conclusioni ed agire di conseguenza direi che se lavoriamo sul mercato italiano diamo grandi priorità ai servizi, alle spedizioni e al brand awarness. Cerchiamo di costruire attorno al nostro brand un immagine di sicurezza, fiducia e autorevolezza. Non concentriamo gli sforzi su prezzi stracciati o su promozioni ma dedichiamoci a coccolare il cliente e ad incrementare la sua fiducia. Diamogli piuttosto gli strumenti per interagire direttamente con il negozio e per mettere al centro dell’attenzione la sua totale soddisfazione.


L’influenza dei Blogs nel processo di acquisto

L’isituto di ricerca IPSOS MORI ha condotto uno studio sull’impatto dei Blogs nel processo di acquisto. Il risultato è stato ben sintetizzato con queste parole:
We all trust people’s opinion in the real world. Now we’ve proven the same link online, and it’s having a major impact on people’s buying behavior.
Word of mouth is no longer restricted to close friends and family, it can have the same level of influence upon millions of people across the world.”

Dalla ricerca condotta nel mese di Settembre 2006 su un campione di 2.214 cittadini Europei attivi in rete, è emerso come i blogs stiano diventando una reale forza nell’advertising dei prodotti e una variabile primaria nel processo d’acquisto.
I blogs sembrano godere di una credibilità seconda solo agli articoli dei quotidiani.
(30% quotidiani, 24% blogs, 17% spot TV, 14% e-mail marketing). 

i blogs godono di un'alta credibilità

La percentuale di credibilità sembra inoltre essere strettamente legata al valore medio degli acquisti. La fiducia riconosciuta ai blog sale al 30% fra quanti spendono più di 145,00 Euro al mese in acquisti on-line!

chi più spende più crede nelle affermazioni lette in un blog

 Ma ancora più importante sembra essere la capacità dei blogs di ‘bloccare’ o ‘favorire’ il processo di acquisto: circa un terzo degli intervistati (che corrisponderebbe a circa 40 milioni di cittadini) ha rinviato l’acquisto dopo aver letto commenti postati nei blogs!

una cattiva recensione in un blog può bloccare il processo di acquisto

 

 

Gli slides della ricerca sono scaricabili dal sito IPSOS MORI
 


Natale Usa, pronti… via

In America del Nord ha preso il via la stagione degli acquisti natalizi.

Questi i dati pubblicati da Nielsen//NetRatingsRiassumendo velocemente:

  • crescita del 12% rispetto all’anno scorso.
  • elettronica protagonista:  + 211% nell’ultima settimana
  • incremento notevole delle visite nei principali siti di e-commerce

Per alcuni commentatori sono dati deludenti inquanto si attendevano un incremento maggiore rispetto a quello rilevato.
Per altri è segno di un mercato in costante crescita che ormai è diventata una relatà consolidata e non una semplice moda.