<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Notizie dall&#039;E-Commerce</title>
	<atom:link href="http://www.aicel.info/notizie/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.aicel.info/notizie</link>
	<description>Notizie dall&#039;E-Commerce: la rubrica curata dall&#039;associazione AICEL, dedicata all&#039;informazione e alle notizie sul mondo del commercio elettronico.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 May 2013 12:41:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Servizi Price Comparison: accordo AICEL e Nextag</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/servizi-price-comparison-accordo-aicel-e-nextag-1277.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/servizi-price-comparison-accordo-aicel-e-nextag-1277.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati AICEL]]></category>
		<category><![CDATA[ACQUISTI ON-LINE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[nextag]]></category>
		<category><![CDATA[price comparison]]></category>
		<category><![CDATA[sonosicuro]]></category>
		<category><![CDATA[transfrontalieri]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Pagano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1277</guid>
		<description><![CDATA[Il rinnovo della  convenzione, già operativa dal 2011, permette ai Merchant Aicel di pubblicare i propri prodotti all’interno del circuito internazionale di NexTag, di beneficiare di tariffe agevolate e di esporre il logo AICEL in parte alle proprie inserzioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a title="Commercio Elettronico" href="http://www.aicel.org">AICEL</a>, l&#8217;Associazione di settore dei merchant italiani e <a href="http://www.nextag.it">Nextag</a> Inc, società americana leader nel settore del price comparison con oltre 30 milioni di contatti mensili, hanno </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">consolidato il loro rapporto di collaborazione e rinnovato la  convenzione, operativa sin dal 2011, che permette ai merchant Aicel di pubblicare i propri prodotti all’interno del circuito internazionale di NexTag con l&#8217;esposizione dei loghi AICEL in parte alle proprie inserzioni.</span></p>
<blockquote><p> “L’e-commerce Italiano è in fortissima crescita. Oggi i merchant italiani devono investire ancora di più in visibilità specialmente verso i mercati transfrontalieri. Il rinnovo della collaborazione con il nostro partner internazionale NexTag va proprio in questo senso!” ha dichiarato Andrea Spedale, Presidente di AICEL. “I nostri merchant hanno bisogno di essere guidati verso i mercati esteri e riteniamo che NexTag possa essere un ottimo driver.”</p></blockquote>
<p>NexTag Inc. è on-line in italia dal 2009 e ha l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli utenti che comprano online. Su Nextag infatti i consumatori possono confrontare migliaia di offerte e i prezzi di molti prodotti che vanno dai computer, elettronica, moda e accessori, casa e giardino. L&#8217;esclusiva tecnologia alla base del motore di ricerca interno,  consente di confrontare le offerte su molti prodotti in brevissimo tempo e di risparmiare notevolmente in termini di tempo e prezzo.</p>
<blockquote><p> “Credo molto nell’e-commerce e sono la prima sostenitrice del suo sviluppo non sono sotto l’aspetto lavorativo ma anche e sopratutto umano. L’accordo tra Nextag e Aicel  è nato proprio dalla volontà di dare fiducia a questo settore.” ha dichiarato Valeria Pagano, Country Manager Italia di NexTag Inc, aggiungendo “e proprio per questo che è importante che i merchant ispirino fiducia, un valore espresso anche dal logo AICEL e dal sigillo SonoSicuro affiancato al proprio nome.”</p></blockquote>
<p>AICEL e NexTag collaborano da diversi anni e insieme si muovono per aumentare la fiducia dei consumatori verso il commercio elettronic. Nell’Ottobre 2012 Nextag è diventato Sostenitore del progetto <a href="http://www.sonosicuro.it">SonoSicuro</a> portato avanti dall’Associazione Commercio Elettronico.</p>
<blockquote><p>“SonoSicuro diffonde e certifica le buone regole di vendita. Nextag  dona la possibilità ai clienti on-line di scegliere in modo consapevole e contribuisce ad aumentare la fiducia verso gli acquisti on-line. Supportare il nostro progetto di certificazione di qualità degli ecommerce era la logica conseguenza del lavoro svolto da Nextag” ha concluso il Dott Spedale.</p></blockquote>
<p>Nextag e Aicel prevedono altre cooperazioni a favore dei merchant e degli utenti,  proprio per sviluppare il grande potenziale inespresso dell’e-commerce italiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/servizi-price-comparison-accordo-aicel-e-nextag-1277.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MyBank: il Bonifico Istantaneo per l&#8217;ecommerce</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/mybank-il-bonifico-istantaneo-per-lecommerce-1263.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/mybank-il-bonifico-istantaneo-per-lecommerce-1263.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 May 2013 12:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Devid Jegerson</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[bonifico europeo]]></category>
		<category><![CDATA[epayments]]></category>
		<category><![CDATA[gateway]]></category>
		<category><![CDATA[istituti di credito]]></category>
		<category><![CDATA[mybank]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[pos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1263</guid>
		<description><![CDATA[MyBank è lo strumento paneuropeo progettato da EBA CLEARING (l’organizzazione dei maggiori istituti di credito in Europa) per i pagamenti nazionali e transfrontalieri di commercio elettronico. My Bank fornisce un&#8217;alternativa ai pagamenti con carta di credito sul canale eCommerce/mobile che permette ai Compratori di pagare gli acquisti effettuati online tramite il proprio conto corrente online della propria Banca. In particolare, MyBank consente di fare acquisti sicuri accedendo al proprio account di Internet Banking tramite le proprie credenziali non obbligandolo ad inserire i dati della propria carta di credito ma, attraverso l’interfaccia precompilata, inviando automaticamente un bonifico online verso il Merchant. In Italia a MyBank hanno aderito finora 9 gruppi bancari (Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza,  ICBPI, Raiffeisen Landesbank Suedtirol, Banca Popolare dell’Alto Adige – Volksbank, UBI Banca – Banca Popolare di Bergamo e Veneto Banca) e 27 istituti. A breve se ne aggiungeranno altre, in diversi paesi europei, che si stanno preparando a partecipare al progetto in una delle due finestre di adesione previste per quest’anno. In questa fase, gli utilizzatori della soluzione MyBank potranno eseguire bonifici tramite il loro internet o mobile banking; entro la fine dell’anno saranno in grado di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><a href="https://www.mybankpayments.eu"><img class="alignleft size-full wp-image-1267" alt="MyBank" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2013/05/Logo1.png" width="123" height="66" /></a>MyBank è lo strumento paneuropeo progettato da EBA CLEARING (l’organizzazione dei maggiori istituti di credito in Europa) per i pagamenti nazionali e transfrontalieri di commercio elettronico. My Bank fornisce un&#8217;alternativa ai pagamenti con carta di credito sul canale eCommerce/mobile che permette ai Compratori di pagare gli acquisti effettuati online tramite il proprio conto corrente online della propria Banca. In particolare, MyBank consente di fare acquisti sicuri accedendo al proprio account di Internet Banking tramite le proprie credenziali non obbligandolo ad inserire i dati della propria carta di credito ma, attraverso l’interfaccia precompilata, inviando automaticamente un bonifico online verso il Merchant.</span></p>
<p>In Italia a MyBank hanno aderito finora 9 gruppi bancari (Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Sella, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza,  ICBPI, Raiffeisen Landesbank Suedtirol, Banca Popolare dell’Alto Adige – Volksbank, UBI Banca – Banca Popolare di Bergamo e Veneto Banca) e 27 istituti.<br />
A breve se ne aggiungeranno altre, in diversi paesi europei, che si stanno preparando a partecipare al progetto in una delle due finestre di adesione previste per quest’anno. In questa fase, gli utilizzatori della soluzione MyBank potranno eseguire bonifici tramite il loro internet o mobile banking; entro la fine dell’anno saranno in grado di attivare e gestire i  mandati per gli addebiti diretti (per esempio per la domiciliazione delle utenze), secondo le nuove regole SEPA.</p>
<p>Perchè nasce MyBank?</p>
<p>Molti parlano di sicurezza e diminuzione delle barriere trasfrontaliere. Molte ricerche indicano che oggi a frenare lo shopping eCommerce è la paura legata alla sicurezza (vedi la presenza delle ‘sante’ prepagate). Quindi, qualcuno forse ha pensato che se avessimo avuto uno strumento che eliminasse le carte dalle transazioni eCommerce avremmo automaticamente escluso le frodi e quindi le potenziali perdite. Non credo sia cosi, o meglio lo spero <img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A mio parere, molto importante è il fatto che, attraverso questa nuova iniziativa, le Banche hanno la concreta opportunità di riavere un ruolo nell’ambito delle transazioni eCommerce che da tempo avevano perso loro malgrado.</p>
<p>Proviamo ad analizzare brevemente i vantaggi e svantaggi dello strumento.</p>
<p>Vantaggi:</p>
<ul>
<li>Per il Compratore non è necessario avere una carta di pagamento per eseguire il pagamento.</li>
<li>Il pagamento avviene in modo rapido (i fondi sono ricevuti in 1 gg lavorativo) sia per il Merchant che per il Compratore. La conferma della Banca verso il Merchant è istantanea.</li>
<li>Possono essere inviati e ricevuti pagamenti in tale modalità tra i diversi paesi europei.</li>
<li>La sequenza di pagamento consente di ovviare alla complicata esperienza del 3DSecure (non banale) e di incrementare quindi, almeno potenzialmente, la conversione degli ordini online.</li>
</ul>
<p>Svantaggi:</p>
<ul>
<li>Il Compratore deve avere un conto corrente ONLINE e la propria Banca deve aver aderito al circuito MyBank.</li>
<li>Nessuna copertura di chargeback (frode, merce non ricevuta, merce non conforme).</li>
<li>Tariffe non chiare lato Merchant, tutto ancora da definire.</li>
<li>L’esperienza di pagamento lato Compratore dipende dall’implementazione della propria Banca (in alcuni casi può essere peggiore di doversi ricordare la password 3DSecure).</li>
<li>Sistema di pagamento complesso che coinvolge gli stessi attori del sistema delle carte di pagamento (tranne i circuiti internazionali) e che quindi propone un modello di business non completamente nuovo.</li>
</ul>
<p>Dal punto di vista del Merchant, MyBank è un nuovo strumento di pagamento da offrire ai propri compratori e come tale fornisce un vantaggio a quei Merchant che sono in grado di offrire quanti più strumenti ai propri clienti. Tra l’altro, lo strumento è integrato all’interno dei tipici Payment Gateway esistenti, quindi il Merchant non dovrà verosimilmente integrare nulla di nuovo sul proprio sito. Attenzione però. Non si pensi che lo strumento possa essere utilizzato gratis o alle attuali tariffe dei bonifici. Ogni Banca avrà le proprie tariffe e non saranno troppo simili a quelle utilizzate per le carte di pagamento.</p>
<p>Anche dal punto di vista del compratore è una ulteriore opportunità di poter pagare direttamente con il proprio conto corrente non condividendo i propri dati di carta (se ne è in possesso) con nessuno e preservando la propria esperienza su tutti i vari Merchant europei.</p>
<p>Dal punto di vista delle Banche è una ulteriore opportunità di poter partecipare direttamente alla partita dei pagamenti eCommerce. Sarà però necessario che ogni banca implementi in modo più semplice possibile i vari passaggi di pagamento facendo diventare il processo di pagamento una ‘breve’ sequenza lineare di logici passaggi (in questo PayPal bagna il naso a molti). Oltre a questo, non so quanto le Banche abbiano compreso quanto questo nuovo strumento possa cannibalizzare i pagamenti con carta dai quali oggi loro ricevono le <i>Interchange</i> per ogni singolo pagamento effettuato.</p>
<p>Ma facciamo 4 conti. Tipicamente, chi usa la carta per le transazioni online (in italia ca. il 91% delle transazioni<a title="" href="file:///C:/Users/Andrea/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Content.Outlook/EE7L9F4K/ArticoloMyBank.doc#_ftn1"><sup><sup>[1]</sup></sup></a>) è presumibile pensare che continuerà ad usarla. In Italia chi usa la carta di credito sa che è protetto e chi non la usa utilizza una carta prepagata. Solo il 6% usa il bonifico bancario a sue spese. Dovrebbero quindi essere questi che utilizzano questo strumento di pagamento? Una bella sfida.</p>
<p>Altro punto. Supponiamo che trovi un Merchant che offre MyBank, che la mia Banca sia integrata con MyBank e che completi correttamente il processo di acquisto. Se non ricevo la merce che succede?</p>
<p>Non è mia intenzione smontare lo strumento, voglio solo compararlo con gli strumenti attuali. Se io metto su un tavolo i pezzi smontati di un sistema di pagamento basato su carta e quelli di un sistema basato su MyBank non vedo molte differenze, anzi.</p>
<p>Personalmente promuovo lo strumento e sono sicuro che avrà successo. Più che promozione però possiamo parlare di ‘Rimando a settembre’ e con più di una materia. Il successo dello strumento lo decreteranno come al solito i Merchant e i Compratori che utilizzeranno lo strumento per inviare e ricevere i pagamenti ma anche le stesse Banche promotrici che dovranno integrare lo strumento in modo semplice (si legga ‘esperienza del compratore’) e sicuro (si legga sopratutto ‘sicurezza percepita’ e ‘aumentare i punti di contatto e comunicazione tra Merchant e Compratore’). Si spera solo che non diventi, almeno qui in Italia, un ennesimo servizio di pagamento per il quale si dovranno firmare quintali di contratti e per il quale lo sportellista non darà alcuna informazione in quanto neanche lui ‘<i>ha capito come funziona</i>’. Questa esperienza l’abbiamo già fatta qualche anno fa ma riguardo a questo:</p>
<ul>
<li>mi dicono sempre di non nominare il nome dello strumento (chissà mai perchè <img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</li>
<li>non potrei parlarne bene (d’altronde si deve parlare sempre bene dei defunti, no?)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="file:///C:/Users/Andrea/AppData/Local/Microsoft/Windows/Temporary%20Internet%20Files/Content.Outlook/EE7L9F4K/ArticoloMyBank.doc#_ftnref1"><sup><b><sup>[1]</sup></b></sup></a> Secondo la ricerca Osservatorio MIP del Politecnico, il 73% usano la carta di credito o prepagata e il 18% usa PayPal. Personalmente tendo a unire le due percentuali in quanto chi usa il proprio account PayPal lo fa tipicamente addebitando la propria carta di pagamento associata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedi: <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2013/05/MyBank_Esercenti.pdf.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2013/05/MyBank_Esercenti.pdf.pdf'>MyBank_Esercenti.pdf</a></div></div><div class='clear'></div></p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/mybank-il-bonifico-istantaneo-per-lecommerce-1263.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Indagine di UPA e Google sull’e-commerce</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/indagine-di-upa-e-google-sulle-commerce-1253.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/indagine-di-upa-e-google-sulle-commerce-1253.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 21:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[indagine]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[studi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1253</guid>
		<description><![CDATA[Un clic per non pensarci più: mi informo, scelgo e acquisto! tra dieci anni il 50% dei responsabili acquisti che utilizzano Internet comprerà online diverse categorie di prodotti di largo consumo, il 10% l’intera spesa un quarto dei responsabili acquisti che utilizzano il web è interessato a comprare online beni di largo consumo risparmio di tempo, benefit di tipo economico e varietà di assortimento sono i principali driver di scelta. &#160;  UPA e Google presentano oggi i risultati di un’indagine commissionata a GfK Eurisko per fotografare lo stato attuale dell’e-commerce in Italia, con un focus sul settore del largo consumo e monitorare le sue potenzialità di sviluppo. Come mostrano diversi studi, l’e-commerce di prodotti e servizi mostra trend di crescita molto significativi nel nostro Paese, tanto da riguardare ormai oltre 13 milioni di persone . I risultati della ricerca UPA-Google rivelano prospettive di sviluppo altrettanto interessanti anche per il settore del largo consumo: se oggi circa 400 mila persone sono solite acquistare prodotti di largo consumo online, più di un quarto dei responsabili acquisti che utilizzano Internet è interessato a comprare beni di largo consumo sul web, pari a circa 2,7 milioni di persone. Un dato inedito emerso dalla ricerca [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un clic per non pensarci più: mi informo, scelgo e acquisto!</p>
<ul>
<li>tra dieci anni il 50% dei responsabili acquisti che utilizzano Internet comprerà online diverse categorie di prodotti di largo consumo, il 10% l’intera spesa</li>
<li>un quarto dei responsabili acquisti che utilizzano il web è interessato a comprare online beni di largo consumo</li>
<li>risparmio di tempo, benefit di tipo economico e varietà di assortimento sono i principali driver di scelta.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://http://www.upa.it/"> UPA</a> e Google presentano oggi i risultati di un’indagine commissionata a GfK Eurisko per fotografare lo stato attuale dell’e-commerce in Italia, con un focus sul settore del largo consumo e monitorare le sue potenzialità di sviluppo.</p>
<p>Come mostrano diversi studi, l’e-commerce di prodotti e servizi mostra trend di crescita molto significativi nel nostro Paese, tanto da riguardare ormai oltre 13 milioni di persone .<br />
I risultati della ricerca UPA-Google rivelano prospettive di sviluppo altrettanto interessanti anche per il settore del largo consumo: se oggi circa 400 mila persone sono solite acquistare prodotti di largo consumo online, più di un quarto dei responsabili acquisti che utilizzano Internet è interessato a comprare beni di largo consumo sul web, pari a circa 2,7 milioni di persone.</p>
<p>Un dato inedito emerso dalla ricerca riguarda, inoltre, l’“operatore” preferito per acquistare online prodotti di largo consumo dove troviamo, pressochè in pari quota, sia la catena di supermercati/negozi (75%), sia la grande azienda/marca (69%).</p>
<h3>Più informazione</h3>
<p>Secondo quanto emerge dai risultati dell’indagine, la conoscenza delle piattaforme digitali per l’acquisto di beni proviene nel 60% dei casi dal passaparola di amici, parenti, colleghi; nel 49% dei casi dalla stessa navigazione sul web, infine per il 40% dei casi dai media tradizionali (TV, giornali, riviste, radio). Ciononostante la maggior parte dei responsabili acquisti non ritiene di avere sviluppato, fino a oggi, particolari competenze per navigare e acquistare su Internet: il 37% si percepisce solo parzialmente esperto, il 27% si definisce “abbastanza” esperto e solo il 4% si ritiene “molto esperto”. Questo è dovuto principalmente a una carenza di informazioni come pure all’assenza di esempi concreti, come parenti e amici che hanno già avuto esperienza di acquisti online. È evidente, dunque, quale sarebbe il potenziale, se un numero maggiore di persone fosse pienamente informato della possibilità di fare acquisti online di prodotti di largo consumo.</p>
<h3>I vantaggi della spesa online</h3>
<p>Tutti i responsabili acquisti intervistati riconoscono vantaggi di non poco conto nell’acquistare online prodotti di largo consumo: più del 40% apprezza molto il risparmio di tempo e la facilità organizzativa (niente code, o parcheggi, niente pesi da portare, niente vincoli di orario); uno su tre riconosce la possibilità di risparmiare e di accedere a promozioni vantaggiose (37%); e una quota considerevole apprezza anche la possibilità di accedere ad assortimenti più ampi online (32%).</p>
<p>Ma c’è di più, il 60% dei responsabili acquisti che utilizzano Internet si attende un rilevante ampliamento dei processi di acquisto online nel largo consumo nei prossimi dieci anni: il 50% del campione crede che si acquisteranno sul web diverse categorie di prodotto mentre il 10% è convinto che si arriverà a fare tutta la spesa online.</p>
<h3>Barriere e attese</h3>
<p>Allora cosa frena i responsabili acquisti rispetto alla possibilità di fare la propria spesa online? Innanzitutto un certo “disagio della smaterializzazione” degli acquisti (82%), in particolare per quel tipo di spesa alimentare per cui si preferisce scegliere personalmente e toccare con mano o avere la possibilità di confrontarsi con gli addetti alla vendita (72%). Per altri, fare la spesa online comporta un cambiamento nell’abituale processo decisionale – necessità di decidere prima cosa comprare – (70%). Infine, la logistica della consegna della spesa, con la necessità della presenza in casa (63%) o della disponibilità di portieri, o il dover sopportare un costo aggiuntivo (67%).</p>
<p>Rispetto a quanto ci potrebbe aspettare, oggi grazie anche al maggiore utilizzo di carte pre-pagate o carte di debito si riduce sensibilmente la percentuale di persone che percepisce la sicurezza dei processi di pagamento come una barriera verso l’e-commerce: solo il 22% degli intervistati si dice molto preoccupato da questo aspetto.</p>
<p>Quali sono le attese rispetto all’e-commerce nel largo consumo? Le prime tre appaiono molto chiare: la metà circa degli intervistati, riguardo all’e-commerce nel largo consumo, si augura che vi possano essere prezzi inferiori a quelli nei supermercati (48%); la consegna gratuita dei prodotti acquistati (47%); l’addebito del pagamento solo dopo il ricevimento della spesa (34%).</p>
<h3>La sfida per le aziende del largo consumo</h3>
<p>Per cogliere la sfida e le opportunità offerte dall’e-commerce nel settore del largo consumo, le aziende devono essere in grado di spiegare ai consumatori i vantaggi logistici, organizzativi ed economici legati a questa modalità di acquisto, comunicandoli in modo chiaro ed efficace. Il processo valutativo del consumatore passa, infatti, attraverso l’esperienza personale e i racconti di amici o di conoscenti che fungono da testimonial e sono in grado di convincerlo in maniera diretta o con il passaparola.</p>
<p>“L’e-commerce è uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni e le previsioni di affermazione come una potente piattaforma per il consumo e la comunicazione vengono progressivamente confermate”, ha dichiarato Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA, nel corso della presentazione della ricerca.</p>
<p>“Prevediamo una progressione esponenziale dell’e-commerce da 10 a 50 miliardi nei prossimi 5 anni con almeno un miliardo di investimenti pubblicitari aggiuntivi. Se vogliamo far crescere il commercio elettronico dobbiamo attrarre le persone sulle piattaforme digitali investendo anche nei mezzi tradizionali”, ha proseguito Sassoli, “la ricerca conferma l’importanza della marca anche nel commercio digitale” e ha così concluso: “l’e-commerce è un passo verso una società più sostenibile perché fa risparmiare tempo, denaro, offre scelte più ampie e informa di più il consumatore. L’ISTAT dovrebbe inserirlo nel nuovo indice BES che misura il benessere equo e solidale.”</p>
<p>“Sebbene l’Italia sconti ancora un ritardo nell’adozione del digitale rispetto a Paesi più avanzati, la ricerca riconferma trend di crescita interessanti, anche per il largo consumo. Un quarto degli intervistati è interessato a comprare prodotti di largo consumo online e quasi la metà riconosce all’acquisto via web benefici funzionali indiscussi”, ha commentato Carlo D’Asaro Biondo, Presidente South East Europe, Middle East and Africa di Google. “Si aprono dunque opportunità rilevanti per le aziende italiane. Grazie alla diffusione esponenziale di smartphone e tablet, oggi i brand possono ambire ad offrire alle persone esperienze di navigazione e di acquisto sempre più efficaci e coinvolgenti” ha proseguito D’Asaro Biondo. “E’ venuto il momento di mettersi in gioco e sperimentare nuove modalità di integrazione offline e online, al fine di valorizzare al meglio tutti gli asset della marca. Le aziende che meglio sapranno cogliere le sfide e le potenzialità dell’e-commerce oggi, saranno i vincitori di domani.”</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/indagine-di-upa-e-google-sulle-commerce-1253.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La sfida della reputazione online per l&#8217;e-commerce: cosa imparare dal modello Trustpilot</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/la-sfida-della-reputazione-online-per-le-commerce-cosa-imparare-dal-modello-trustpilot-1249.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/la-sfida-della-reputazione-online-per-le-commerce-cosa-imparare-dal-modello-trustpilot-1249.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 08:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Boscaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[certire]]></category>
		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[direct marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ekomi]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[sonosicuro]]></category>
		<category><![CDATA[trust]]></category>
		<category><![CDATA[trustmark]]></category>
		<category><![CDATA[trustpilot]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1249</guid>
		<description><![CDATA[Per stimolare feedback da parte degli utenti altrimenti "silenti" sono utili i servizi come quelli offerti da Trustpilot ed eKomi o dell'italiano CertiRe che si occupano, in particolare attraverso l'e-mail marketing, di farli esprimere sia su propri portali sia su contesti social.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione dei social media deve ancora tradursi nello sviluppo di modelli di successo esplicitamente pensati per il commercio elettronico: il pulsante &#8220;Want&#8217; di Facebook sarà probabilmente lo spartiacque tra un uso dei social network come strumento di relazione ed una loro adozione più concretamente tesa a sviluppare attività di direct marketing a partire da Pagine e applicazioni Facebook.</p>
<p>Fino a quel momento però i social media sono in ogni caso importanti per le aziende che fanno e-commerce perché intervengono a monte e a valle dell&#8217;acquisto in due fasi cruciali della scelta:</p>
<p>- la fase legata al controllo della reputazione di un&#8217;azienda, fase che si è del tutto accostata alla precedente semplice ricerca di un possibile interlocutore commerciale;</p>
<p>- la fase legata alla possibile condivisione delle preferenze e delle esperienze di acquisto e di consumo.</p>
<p>Laddove l&#8217;utente non si ritenga soddisfatto allora vi sarà un chiaro incentivo a esprimere il proprio disappunto fino a ledere la rappresentazione del valore dell&#8217;azienda che altri utenti possano avere controllandone la reputazione online. Ecco perché non solo è determinante per un&#8217;impresa monitorare i commenti che dovessero emergere al proprio riguardo e non solo sarà necessario contro argomentare i giudizi negativi nei quali dovesse imbattersi, ma ciascun sito di e-commerce dovrà stimolare da parte della maggior parte di utenti possibile la condivisione della propria esperienza così che la propria immagine sia più fedele alla qualità totale delle attività condotte.</p>
<p>Offrire un canale di customer care sui social media è una delle risposte alla sfida posta dalla reputazione online.</p>
<p>Per stimolare feedback da parte degli utenti altrimenti &#8220;silenti&#8221; sono utili i servizi come quelli offerti da Trustpilot ed eKomi o dell&#8217;italiano CertiRe che si occupano, in particolare attraverso l&#8217;e-mail marketing, di farli esprimere sia su propri portali sia su contesti social.</p>
<p>A fronte di una diffidenza crescente verso siti di opinione generalisti, gli stessi loro portali intendono offrire ambienti affidabili, frutto di commenti di utenti effettivamente clienti delle aziende, ma più in generale l&#8217;esistenza di queste due aziende deve stimolare ciascuna azienda e-commerce a sviluppare quanto già sperimentato da eBay negli passati : la fiducia nasce da una costante routine di sollecitazione a tutti gli utenti affinché &#8220;raccontino la propria storia&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/la-sfida-della-reputazione-online-per-le-commerce-cosa-imparare-dal-modello-trustpilot-1249.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nomi a dominio accentati: più combinazioni, più opportunità, più problemi.</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/nomi-a-dominio-accentati-piu-combinazioni-piu-opportunita-piu-problemi-1239.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/nomi-a-dominio-accentati-piu-combinazioni-piu-opportunita-piu-problemi-1239.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 11:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Carobene</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[cybersquatting]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>
		<category><![CDATA[marchio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1239</guid>
		<description><![CDATA[Nel Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel ccLTD.it è stata introdotta la possibilità di registrare i nomi a dominio contenenti lettere con accento (è) umlaut (ö) tilde (ñ) cediglia (ç) e segni simili. Non si tratta di una semplice modifica ortografica. Tale innovazione ha infatti notevolmente aumentato la quantità di domini potenzialmente registrabili, consentendo di assegnare per la prima volta nomi accentati come caffè.it o qualità.it. Apparentemente, dunque, la scelta di modificare il Regolamento in senso meno restrittivo presenta risvolti del tutto positivi. In particolare, le Società che già hanno registrato il nome a dominio corrispondente al relativo marchio aziendale, ora hanno la possibilità di ampliare il ventaglio dei domini registrabili e di conseguenza sfruttabili a livello commerciale. Eppure, non tutto è così lineare come sembra. I nomi a dominio sono infatti assegnati per ordine di domanda e i minuti successivi all’entrata in vigore della versione rivisitata del Regolamento sono stati caratterizzati da una vera e propria corsa alla registrazione dei “nuovi” nomi a dominio, che non sempre ha giovato alle imprese con una denominazione sociale accentata. Si veda, ad esempio, cosa è accaduto con nestlè.it e nestlé.it o nestle.it. Oppure nel caso giuffrè.it e giuffré.it [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel ccLTD.it è stata introdotta la possibilità di registrare i nomi a dominio contenenti lettere con accento (è) umlaut (ö) tilde (ñ) cediglia (ç) e segni simili.<br />
Non si tratta di una semplice modifica ortografica.</p>
<p>Tale innovazione ha infatti notevolmente aumentato la quantità di domini potenzialmente registrabili, consentendo di assegnare per la prima volta nomi accentati come caffè.it o qualità.it.</p>
<p>Apparentemente, dunque, la scelta di modificare il Regolamento in senso meno restrittivo presenta risvolti del tutto positivi. In particolare, le Società che già hanno registrato il nome a dominio corrispondente al relativo marchio aziendale, ora hanno la possibilità di ampliare il ventaglio dei domini registrabili e di conseguenza sfruttabili a livello commerciale.</p>
<p>Eppure, non tutto è così lineare come sembra. I nomi a dominio sono infatti assegnati per ordine di domanda e i minuti successivi all’entrata in vigore della versione rivisitata del Regolamento sono stati caratterizzati da una vera e propria corsa alla registrazione dei “nuovi” nomi a dominio, che non sempre ha giovato alle imprese con una denominazione sociale accentata.</p>
<p>Si veda, ad esempio, cosa è accaduto con nestlè.it e nestlé.it o nestle.it.<br />
Oppure nel caso giuffrè.it e giuffré.it o giuffre.it come pure cartasì.it e cartasi.it</p>
<p>Da questi casi si possono trarre alcune riflessioni:</p>
<p>- le combinazioni di nomi a dominio attuabili possono ora essere moltissime e per un’impresa è facile lasciarsi sfuggire uno o più domini identificativi del proprio marchio;</p>
<p>- l’aumento del numero di nomi a dominio simili tra loro rischia di favorire fenomeni di cybersquatting, ossia di accaparramento di domini, specie se corrispondenti a marchi più o meno rinomati, o di nomi di personaggi celebri;</p>
<p>- tale sfruttamento, oltre a sviare i potenziali clienti delle Società titolari dei marchi, può arrecare un danno anche agli utenti del web che visitano i siti “civetta”, che potrebbero raccogliere ed utilizzare informazioni e dati personali per farne usi non leciti.</p>
<p>E&#8217; dunque sempre più essenziale operare un’adeguata tutela dei propri segni distintivi ed effettuare un costante screening dei propri marchi e nomi a dominio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/nomi-a-dominio-accentati-piu-combinazioni-piu-opportunita-piu-problemi-1239.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IVA: versamento secondo contabilità di cassa</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/iva-versamento-secondo-contabilita-di-cassa-1221.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/iva-versamento-secondo-contabilita-di-cassa-1221.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 18:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spedale</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Law]]></category>
		<category><![CDATA[corrispettivi]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[IVA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1221</guid>
		<description><![CDATA[pubblicato il Decreto Ministero dell'Economia e delle Finanze 11 ottobre 2012 recante "Liquidazione dell'IVA secondo la contabilità di cassa ai sensi dell'art. 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134".
Possono optare per la liquidazione dell'IVA secondo il regime denominato di IVA per cassa i soggetti che nell'anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d'affari non superiore a due milioni di euro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1224" title="iva" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/12/iva1-144x150.gif" alt="" width="144" height="150" />Sulla <strong>Gazzetta Ufficiale n. 284 del 5 dicembre 2012</strong> è stato pubblicato il <strong>Decreto Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze 11 ottobre 2012</strong> recante <em>&#8220;<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;datagu=2012-12-05&amp;task=dettaglio&amp;numgu=284&amp;redaz=12A12692&amp;tmstp=1354811639682" target="_blank">Liquidazione dell&#8217;IVA secondo la contabilità di cassa ai sensi dell&#8217;art. 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134</a>&#8220;</em>.<br />
Il decreto consta di 8 articoli:</p>
<ul>
<li>Art. 1 &#8211; Presupposti per l&#8217;applicazione della liquidazione IVA per cassa</li>
<li>Art. 2 &#8211; Operazioni attive escluse dalla liquidazione dell&#8217;IVA secondo la contabilità di cassa</li>
<li>Art. 3 &#8211; Operazioni passive escluse dal differimento del diritto alla detrazione</li>
<li>Art. 4 &#8211; Adempimenti relativi alle operazioni attive del cedente o prestatore</li>
<li>Art. 5 &#8211; Adempimenti relativi alle operazioni passive del cedente o prestatore</li>
<li>Art. 6 &#8211; Esercizio dell&#8217;opzione</li>
<li>Art. 7 &#8211; Termine dell&#8217;opzione</li>
<li>Art. 8 &#8211; Efficacia</li>
</ul>
<p>il decreto del MEF ha specificato che possono optare per la liquidazione dell&#8217;IVA secondo il regime denominato di IVA per cassa i soggetti che nell&#8217;anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d&#8217;affari non superiore a due milioni di euro. Per i soggetti che hanno esercitato l&#8217;opzione dell&#8217;IVA per cassa, l&#8217;imposta sul valore aggiunto relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti che agiscono nell&#8217;esercizio di impresa, arte o professione, diviene esigibile all&#8217;atto del pagamento dei relativi corrispettivi. L&#8217;imposta diviene, comunque, esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell&#8217;operazione, salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Inoltre, per tali soggetti, il diritto alla detrazione dell&#8217;imposta sul valore aggiunto relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi.<br />
Sono escluse dalla disciplina:</p>
<ul>
<li>a) le operazioni effettuate nell&#8217;ambito di regimi speciali di determinazione dell&#8217;imposta sul valore aggiunto;</li>
<li>b) le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di soggetti che non agiscono nell&#8217;esercizio d&#8217;imprese, arti o professioni;</li>
<li>c) le operazioni effettuate nei confronti dei soggetti che assolvono l&#8217;imposta mediante il meccanismo dell&#8217;inversione contabile;</li>
<li>d) le operazioni di cui all&#8217;art. 6, quinto comma, secondo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.</li>
</ul>
<p>Sono escluse dal differimento del diritto alla detrazione:</p>
<ul>
<li>a) gli acquisti di beni o servizi soggetti all&#8217;imposta sul valore aggiunto con il metodo dell&#8217;inversione contabile;</li>
<li>b) gli acquisti intracomunitari di beni;</li>
<li>c) le importazioni di beni;</li>
<li>d) le estrazioni di beni dai depositi IVA.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/iva-versamento-secondo-contabilita-di-cassa-1221.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Trasporti Europei: la UE  apre le consultazioni</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/trasporti-europei-la-ue-apre-le-consultazioni-1214.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/trasporti-europei-la-ue-apre-le-consultazioni-1214.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 10:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Law]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[green paper]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[vettori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1214</guid>
		<description><![CDATA[Basandosi su dei dati consolidati dai quali risulta che solo il 9% dei consumatori UE acquista on-line prodotti provenienti da paesi diversi dal proprio,  la Commissione Europea ha adottato un Green Paper che lancia una consultazione pubblica sulla consegna delle merci concentrandosi in modo particolare sulle problematiche transfrontaliere e sulle specifiche esigenze del commercio elettronico. Infatti sia i rivenditori sia i consumatori ravvisano carenze nei sistemi di consegna delle merci ordinate e spedite: quasi il 60% dei rivenditori on-line considera un ostacolo al commercio la consegna all&#8217;estero, oltre il 46% dei consumatori si dichiara invece preoccupato quando effettua acquisti da paesi esteri. Le principali preoccupazioni riguardano la consegna e l&#8217;eventuale restituzione del prodotto. La mancata consegna, i danni nel trasporto, le consegne parziali e gli alti costi di trasporto sono considerati dai consumatori fra le prime 10 fonti di sfiducia verso l&#8217;acquisto estero. La fiducia dei consumatori potrà crescere solo se saranno che gli acquisti arriveranno in buone condizioni, nei tempi indicati e con una facile gestione del reso. Chi fa eCommerce sa bene quanto la &#8216;variale trasporto&#8217; possa incidere negativamente sulle vendite e sul rapporto che si instaura col cliente. Serve quindi un sistema  di consegna efficiente, economico e che permetta la gestione del reso senza aggravi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/11/pagamenti-e-spedizioni-300x3001.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1216" title="Consegna Pacchi" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/11/pagamenti-e-spedizioni-300x3001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Basandosi su dei dati consolidati dai quali risulta che solo il 9% dei consumatori UE acquista on-line prodotti provenienti da paesi diversi dal proprio,  la Commissione Europea ha adottato un Green Paper che lancia una consultazione pubblica sulla consegna delle merci concentrandosi in modo particolare sulle problematiche transfrontaliere e sulle specifiche esigenze del commercio elettronico.</p>
<p>Infatti sia i rivenditori sia i consumatori ravvisano carenze nei sistemi di consegna delle merci ordinate e spedite: quasi il 60% dei rivenditori on-line considera un ostacolo al commercio la consegna all&#8217;estero, oltre il 46% dei consumatori si dichiara invece preoccupato quando effettua acquisti da paesi esteri. Le principali preoccupazioni riguardano la consegna e l&#8217;eventuale restituzione del prodotto.</p>
<p>La mancata consegna, i danni nel trasporto, le consegne parziali e gli alti costi di trasporto sono considerati dai consumatori fra le prime 10 fonti di sfiducia verso l&#8217;acquisto estero. La fiducia dei consumatori potrà crescere solo se saranno che gli acquisti arriveranno in buone condizioni, nei tempi indicati e con una facile gestione del reso.</p>
<p>Chi fa eCommerce sa bene quanto la &#8216;variale trasporto&#8217; possa incidere negativamente sulle vendite e sul rapporto che si instaura col cliente. Serve quindi un sistema  di consegna efficiente, economico e che permetta la gestione del reso senza aggravi di costi per le parti.</p>
<p>Il Libro Verde adottato dalla Commissione Europea mette ben in evidenza l&#8217;importanza della consegna nelle vendite on-line e fa una buona analisi del mercato trasporti corrente prendendo in esame tutti gli operatori presenti, analizza l&#8217;adeguatezza dei regolamenti nazionali  oltre a valutare l&#8217;esperienze diretta dei consumatori.<br />
Il Green Paper individua tre linee prioritarie d&#8217;intervento:</p>
<ul>
<li>migliorare in tutta l&#8217;Ue la comodità dei servizi di consegna per i consumatori e le Pmi;</li>
<li>offrire ai consumatori e alle Pmi soluzioni di consegna più efficienti in termini di costi e tariffe;</li>
<li>promuovere nei servizi di consegna una maggiore interoperabilità tra gli operatori (migliorando le modalità di collaborazione e la cooperazione) e con i rivenditori online, in particolare le Pmi.</li>
</ul>
<div>Prossimo step dello studio della Commissione sarà quello di raccoglier informazioni sullo stato attuale del mercato della consegna dei prodotti acquistati online e individuare gli ostacoli che si frappongono alla creazione di un mercato paneuropeo integrato della consegna dei pacchi.</div>
<div>Per fare ciò, la Commissione ha lanciato una <a href="http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/parcels-delivery_en.htm" target="_blank">consultazione pubblica</a> (aperta fino al 15 febbraio 2013) invitando i<span> cittadini, le imprese e le organizzazioni a contribuire.</span></div>
<div></div>
<div>Una volta raccolte le informazioni, la Commissione individuerà le soluzioni per migliorare il sistema e rendere più fluido l&#8217;iter di consegna dei pacchi nella Ue e quindi sostenere la crescita del commercio elettronico.</div>
<div></div>
<div></div>
<div>Link e risorse:</div>
<div> <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/11/121129_green-paper-parcel-delivery_en.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/11/121129_green-paper-parcel-delivery_en.pdf'>Libro Verde Consegne Transfrontaliere</a></div></div><div class='clear'></div> (versione del 29.11.2012 per versione aggiornata vedi <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/parcel-delivery/121129_green-paper-parcel-delivery_en.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/parcel-delivery/121129_green-paper-parcel-delivery_en.pdf'>qui</a></div></div><div class='clear'></div>)</div>
<p><a href="http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/parcels-delivery_en.htm" target="_blank">Invito alla consultazione pubblica </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/trasporti-europei-la-ue-apre-le-consultazioni-1214.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nextag supporta SonoSicuro di AICEL per l&#8217;e-commerce di qualità</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/nextag-supporta-sonosicuro-di-aicel-per-le-commerce-di-qualita-1203.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/nextag-supporta-sonosicuro-di-aicel-per-le-commerce-di-qualita-1203.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2012 08:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[andrea spedale]]></category>
		<category><![CDATA[certificato]]></category>
		<category><![CDATA[comparatori]]></category>
		<category><![CDATA[nextag]]></category>
		<category><![CDATA[price comparison]]></category>
		<category><![CDATA[sonosicuro]]></category>
		<category><![CDATA[sostenitore sonosicuro]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Pagano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1203</guid>
		<description><![CDATA[In concomitanza dello IAB Forum, che si terrà a Milano dal 10 all’11 di Ottobre, Aicel e Nextag rinnovano la propria intesa strategica a servizio dei merchant italiani e del mercato e-commerce. Nextag, comparatore di prezzo leader nel mondo, che si distingue per la qualità e la serietà dei propri inserzionisti, ha ritrovato in AICEL e nel progetto SonoSicuro una continuità del suo operato volto al miglioramento dell&#8217; e-commerce.Andrea Spedale, Presidente di Aicel, commenta: “Un altro passo importante per il commercio elettronico di qualità! E&#8217; grazie al supporto di importanti player internazionali come Nextag Inc che AICEL può continuare a contribuire allo sviluppo dell&#8217;e-Commerce.” Il Presidente dell&#8217;associazione e-commerce ha poi continuato: “SonoSicuro diffonde e certifica le buone regole di vendita. Supportando il nostro progetto, Nextag  dona la possibilità ai clienti on-line di scegliere in modo consapevole e contribuisce ad aumentare la fiducia verso gli acquisti on-line.” “Dare il sostegno all&#8217;iniziativa era la logica conseguenza del nostro lavoro in Italia. Questa nuova collaborazione tra Nextag e Aicel è frutto della volontà di promuovere e favorire l’e-commerce in Italia e le strutture che lo sostengono &#8211; dichiara Valeria Pagano, responsabile per il mercato italiano di Nextag – Quello che desideriamo è incoraggiare i commercianti a sfruttare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza dello IAB Forum, che si terrà a Milano dal 10 all’11 di Ottobre, <strong>Aicel e Nextag rinnovano la propria intesa strategica</strong> a servizio dei merchant italiani e del mercato e-commerce.</p>
<p>Nextag, comparatore di prezzo leader nel mondo, che si distingue per la qualità e la serietà dei propri inserzionisti, ha ritrovato in AICEL e nel progetto SonoSicuro una continuità del suo operato volto al miglioramento dell&#8217; e-commerce.Andrea Spedale, Presidente di Aicel, commenta: “Un altro passo importante per il commercio elettronico di qualità! E&#8217; grazie al supporto di importanti player internazionali come Nextag Inc che AICEL può continuare a contribuire allo sviluppo dell&#8217;e-Commerce.”</p>
<p>Il Presidente dell&#8217;associazione e-commerce ha poi continuato: “SonoSicuro diffonde e certifica le buone regole di vendita. Supportando il nostro progetto, Nextag  dona la possibilità ai clienti on-line di scegliere in modo consapevole e contribuisce ad aumentare la fiducia verso gli acquisti on-line.”</p>
<p>“Dare il sostegno all&#8217;iniziativa era la logica conseguenza del nostro lavoro in Italia. Questa nuova collaborazione tra Nextag e Aicel è frutto della volontà di promuovere e favorire l’e-commerce in Italia e le strutture che lo sostengono &#8211; dichiara Valeria Pagano, responsabile per il mercato italiano di Nextag – Quello che desideriamo è incoraggiare i commercianti a sfruttare il potenziale del commercio elettronico, il futuro dell’economia, soprattutto in questi tempi di crisi”.</p>
<p>Questa non è la prima iniziativa tra le due parti. Da gennaio 2011, infatti, gli associati Aicel possono, a condizioni vantaggiose, presentare i prodotti all&#8217;interno di Nextag Italia, ed accostare ad essi il logo SonoSicuro, un segno di fiducia che certamente il consumatore noterà nella sua esperienza di navigazione e comparazione delle offerte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1207" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/10/NT_logo_TAG_MED_COL1.gif"><img class="size-thumbnail wp-image-1207" title="Nextag" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/10/NT_logo_TAG_MED_COL1-150x142.gif" alt="" width="150" height="142" /></a><p class="wp-caption-text">Nextag</p></div>
<p><em>NexTag Inc. è società americana leader nel settore del price comparison con oltre 30 milioni di contatti mensili.</em><em> Il sito italiano <a href="http://www.nextag.it ">www.nextag.it</a>, online dal 2009, si evolve velocemente con l&#8217;obiettivo di diventare un punto di riferimento per gli utenti che comprano online. </em><em>Su Nextag i consumatori possono confrontare migliaia di offerte e i prezzi di molti prodotti che vanno dai computer, elettronica, moda e accessori, casa e giardino. Una esclusiva tecnologia consente di confrontare le offerte su molti prodotti in brevissimo tempo e di risparmiare notevolmente.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2008/10/logo-sonosicuro.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-88" title="SonoSicuro, l'acquisto intelligente" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2008/10/logo-sonosicuro.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>SONOSICURO (<a href="http://www.sonosicuro.it">www.sonosicuro.it</a>)è una vera e propria certificazione che contrassegna gli e-commerce che si impegnano a garantire alti livelli di qualità di servizio alla propria clientela. </em><em>Per ottenere la certificazione i negozi on-line debbono seguire un percorso articolato che ha lo scopo di migliorare la soddisfazione della loro clientela. </em><br />
<em>Pertanto, scegliendo un sito certificato SONOSICURO, il navigatore potrà effettuare i suoi acquisti in massima tranquillità consapevole che i suoi diritti sono tutelati.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/nextag-supporta-sonosicuro-di-aicel-per-le-commerce-di-qualita-1203.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Agevolazioni per deposito e tutela marchi – Bando 2012</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/agevolazioni-per-deposito-e-tutela-marchi-bando-2012-1199.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/agevolazioni-per-deposito-e-tutela-marchi-bando-2012-1199.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jul 2012 07:51:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Carobene</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[deposito tutela marchi bando MISE 2012 marchio comunitario rimborso ricerca anteriorità acquisizione licenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1199</guid>
		<description><![CDATA[Nell’ambito dei piani di agevolazione per l’innovazione e l’internazionalizzazione delle imprese, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha stanziato l’importo di 4.500.000,00 euro a favore delle piccole e medie imprese che decideranno di registrare il proprio marchio a livello comunitario e/o internazionale. Il relativo Bando, predisposto dalla Direzione Generale per la lotta alla contraffazione &#8211; Ufficio italiano brevetti e marchi – in collaborazione con Unioncamere, è stato pubblicato sulla GURI n. 105 del 7 maggio scorso (in tal senso, per ulteriori dettagli, si veda:http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/BANDO.pdf). L’importo oggetto di rimborso può variare dai 4.000,00 euro (per ciascuna domanda di marchio comunitario depositata) ai 6.000,00 (per ciascuna domanda di marchio internazionale depositata) a copertura dell’80% o del 90% delle spese ammissibili sostenute in funzione dei Paesi designati per la registrazione. Ciascuna impresa può, inoltre, presentare più domande di registrazione di marchi, tuttavia le agevolazioni non potranno superare, complessivamente, i 15.000,00 euro per singola impresa. Le misure ammesse per il presente bando marchi sono due: Misura A) Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari attraverso l’acquisto di servizi specialistici Misura B) Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali attraverso l’acquisto di servizi specialistici Le principali voci di spesa ammissibili sono: 1. Lo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito dei piani di agevolazione per l’innovazione e l’internazionalizzazione delle imprese, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha stanziato l’importo di 4.500.000,00 euro a favore delle piccole e medie imprese che decideranno di registrare il proprio marchio a livello comunitario e/o internazionale.<br />
Il relativo Bando, predisposto dalla Direzione Generale per la lotta alla contraffazione &#8211; Ufficio italiano brevetti e marchi – in collaborazione con Unioncamere, è stato pubblicato sulla GURI n. 105 del 7 maggio scorso (in tal senso, per ulteriori dettagli, si veda:http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/BANDO.pdf). </p>
<p>L’importo oggetto di rimborso può variare dai 4.000,00 euro (per ciascuna domanda di marchio comunitario depositata) ai 6.000,00 (per ciascuna domanda di marchio internazionale depositata) a copertura dell’80% o del 90% delle spese ammissibili sostenute in funzione dei Paesi designati per la registrazione.<br />
Ciascuna impresa può, inoltre, presentare più domande di registrazione di marchi, tuttavia le agevolazioni non potranno superare, complessivamente, i 15.000,00 euro per singola impresa.</p>
<p>Le misure ammesse per il presente bando marchi sono due:</p>
<p>Misura A)<br />
Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi comunitari attraverso l’acquisto di servizi specialistici </p>
<p>Misura B)<br />
Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali attraverso l’acquisto di servizi specialistici </p>
<p>Le principali voci di spesa ammissibili sono:</p>
<p>1.       Lo studio e la progettazione del nuovo marchio (ideazione della parte verbale e/o progettazione del logo figurativo);</p>
<p>2.       Le ricerche di anteriorità e l&#8217;assistenza e consulenza ai fini del deposito della domanda di marchio (fermo restando che per ottenere il rimborso dei costi di assistenza e consulenza relativi al deposito è sempre necessario aver anche condotto una preventiva ricerca di anteriorità);</p>
<p>3.       L’assistenza per l’acquisizione di un marchio depositato o registrato in Italia;</p>
<p>4.       L’assistenza per la concessione di licenza sul marchio qualora lo stesso, dopo essere stato depositato, sia stato concesso in licenza in uno o più paesi;</p>
<p>5.      Le tasse di deposito e registrazione relative alla domanda di marchio.</p>
<p>Le domande per ottenere le agevolazioni potranno essere presentate ad Unioncamere, in relazione alle spese effettuate a partire dal 7 maggio u.s. e afferenti a quanto sopra brevemente indicato, a partire dal 4 settembre 2012, e le risorse saranno assegnate in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino ad esaurimento delle stesse.</p>
<p>Gianluca Carobene</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/agevolazioni-per-deposito-e-tutela-marchi-bando-2012-1199.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I 9 motivi per cui il vostro sito di e-commerce non funziona (e le mie soluzioni)</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/i-9-motivi-per-cui-il-vostro-sito-di-e-commerce-non-funziona-e-le-mie-soluzioni-1179.html</link>
		<comments>http://www.aicel.info/notizie/i-9-motivi-per-cui-il-vostro-sito-di-e-commerce-non-funziona-e-le-mie-soluzioni-1179.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 16:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Vianello</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[m-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.aicel.info/notizie/?p=1179</guid>
		<description><![CDATA[Avete investito un sacco di energie su un sito di e-commerce e non avete venduto niente? I motivi per cui il vostro sito non funziona possono essere tendenzialmente infiniti, che fare quindi? Vediamo alcuni dei motivi più comuni tracciando un parallelismo con l’ambiente offline per capire perché i vostri siti non vendono. Cerchiamo in altre parole di fargli una diagnosi e trovargli una cura prima che diventi un’autopsia. Online e Parallelismo con offline 1. Siete invisibili online Avete scelto di vendere beni di largo consumo in mezzo al deserto o in un nascosto sottoscala di uno stadio. In altre parole, nessuno sa che avete aperto un sito e-commerce e quindi anche se vendete i migliori prodotti del mondo nessuno li compra perché nessuno lo sa, e se lo sanno, come ci arrivano? Questo lo vediamo dopo. 2. Target sbagliato Avete scelto di vendere a mezzogiorno ai beduini del deserto (quelli di prima) una buonissima cioccolata bollente. In altre parole vi state rivolgendo ad un’audience non consona con il tipo di prodotti o servizi che offrite. A chi volete rivolgervi davvero? 3.Processo d’acquisto Una pagina del sito non si carica? Non si trova il bottone per andare allo step successivo? Perfetto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Avete investito un sacco di energie su un sito di e-commerce e non avete venduto niente? I motivi per cui il vostro sito non funziona possono essere tendenzialmente infiniti, che fare quindi? Vediamo alcuni dei motivi più comuni tracciando un parallelismo con l’ambiente offline per capire perché i vostri siti non vendono. Cerchiamo in altre parole di fargli una diagnosi e trovargli una cura prima che diventi un’autopsia.</p>
<p><strong>Online e Parallelismo con offline</strong></p>
<p>1. Siete invisibili online</p>
<p>Avete scelto di vendere beni di largo consumo in mezzo al deserto o in un nascosto sottoscala di uno stadio. In altre parole, nessuno sa che avete aperto un sito e-commerce e quindi anche se vendete i migliori prodotti del mondo nessuno li compra perché nessuno lo sa, e se lo sanno, come ci arrivano? Questo lo vediamo dopo.</p>
<p>2. Target sbagliato</p>
<p>Avete scelto di vendere a mezzogiorno ai beduini del deserto (quelli di prima) una buonissima cioccolata bollente. In altre parole vi state rivolgendo ad un’audience non consona con il tipo di prodotti o servizi che offrite. A chi volete rivolgervi davvero?</p>
<p>3.Processo d’acquisto</p>
<p>Una pagina del sito non si carica? Non si trova il bottone per andare allo step successivo? Perfetto è come dire: “sono dentro in negozio, ma non si trova dov’è la cassa”, oppure “ci sono migliaia di persone in fila e non si capisce da che parte andare”. Chi comprerebbe mai così?</p>
<p>4.Accessibilità</p>
<p>Il vostro sito non si vede su tablet e smartphone (tutti i modelli, non solo alcuni) perché non avete fatto dei test in precedenza. Ad esempio, è in flash? Perfetto. È come dire che avete creato un negozio sul cucuzzolo della montagna o al centesimo piano di un palazzo ma avete dimenticato di costruire una funivia o un ascensore. Solo pochissimi eletti con buone doti atletiche potranno beneficiarne. E gli altri?</p>
<p>5.Credibilità e sicurezza</p>
<p>Il vostro sito appare come un sito non professionale/inaffidabile. In pratica è come dire che avete organizzato il miglior party dell’anno e avete fornito una limousine per portare le persone alla festa. Ma quando arrivano, pretendete che il party avvenga lanciandoli con le limousine dentro un burrone. Non è pretendere un po’ troppo dagli utenti?</p>
<p>6.Conversion rate da utenti a clienti</p>
<p>Avete investito un sacco per portarli sul vostro sito ma una volta arrivati i clienti non comprano? Le agenzie vi rispondo che il loro lavoro l’hanno fatto, perché il loro compito è portare le persone al ristorante (in questo caso il vostro sito), ma poi sta a voi renderli soddisfatti con quello che gli offrite da mangiare. Così da farli diventare clienti abituali e farli ritornare. Un po’ come in negozio, qualcuno che aiuti a cercare la taglia giusta e ci indichi dove trovare il pezzo giusto per noi ci vuole, no? Se poi magari ci sorride è anche meglio, giusto?</p>
<p>7.Rilevanza</p>
<p>Avete investito sulle keywords con Google Adwords, ma quando il cliente arriva nel vostro sito non trova quello che cerca e torna indietro al risultato successivo del motore di ricerca? In pratica è come se mettete un’insegna che dice che siete un bar ed in realtà siete una gioielleria. Se sto cercando un bar magari ho sete e ho fame e voglio stare con gli amici, non compro gioielli (e mi arrabbio perché hai provato pure a vendermeli).</p>
<p>8.Sito vs app vs social network</p>
<p>Avete investito sul sito e-commerce e non avete un’app da cui si possa comprare e/o non vendete dove ci sono vaste audience tipo su Facebook? È come dire che vi ostinate a non vendere nei centri commerciali, ma solo nei centri storici. Bellissimo e virtuoso, ma il sabato pomeriggio le persone della vostra città magari opteranno per il centro commerciale e voi lì non ci siete. In altre parole, chiedetevi se forse vi state perdendo una buona fetta di utenti che adorerebbe comprare mentre sta andando al lavoro tramite smartphone o la sera con un tablet davanti alla TV.</p>
<p>8.Comprano ma non tornano</p>
<p>Sicuri che la consegna sia avvenuta con successo? Avete una DEM (Direct Email Marketing) che tramite newsletter ricordi loro che state ancora vendendo? In fin dei conti, anche i negozi di tanto in tanto ti fanno arrivare i volantini a casa con le offerte della settimana, hanno programmi di loyalty che ti fanno avere premi e sconti a fine anno e così via. Voi cosa aspettate a farli sentire speciali?</p>
<p>Andiamo ora a scoprire come trasformare questi problemi in opportunità e come scoprire se il vostro sito di e-commerce sia o meno affetto da tali patologie. Teniamo bene a mente una cosa però: se un prodotto online non si vende non è una buona motivazione per cambiare il suo prezzo. Piuttosto, è una buona occasione per cambiare il suo piano di marketing.</p>
<p><strong>Problema e relativa soluzione, nonchè compresione se il il vostro sito di e-commerce è affetto da patologia</strong></p>
<p>1.Siete invisibili online</p>
<p>Attività di SEO (Search Engine Optimization, ottimizzazione organica nei motori di ricerca) e SEM (Search Engine Marketing)</p>
<p>Comunicazione sui social network</p>
<p>Valutate tramite i vari strumenti di Google analytics quanto traffico registra il vostro sito Web, quanti visitatori sono nuovi e quanti ritornano, quanti ne arrivano di nuovi dopo l’implementazione di varie azioni di marketing, quale porta maggiore traffico di qualità? Ovvero il maggior numero di prospect che poi effettivamente comprano?</p>
<p>2.Target sbagliato</p>
<p>Revisione del piano strategico con corretta identificazione di targeting e positioning</p>
<p>Di seguito, advertising e attività di comunicazione mirati</p>
<p>Andate a vedere ad esempio la percentuale di bounce rate nelle vostre analytics ed incrociate il dato con il tempo trascorso sulla pagina, ovvero quante persone arrivano al sito, vedono per pochi secondi la pagina ed immediatamente se ne vanno dal sito. Se avete un video di presentazione, le metriche giuste sono in grado di dirvi se viene visto oppure no, e quale parte è la più rivista.</p>
<p>3.Processo d’acquisto</p>
<p>Fate dei test con dei potenziali acquirenti prima di mettere online il sito. Potreste scoprire che non è cosi semplice comprare come sembra</p>
<p>Fate modifiche incrementali (una alla volta altrimenti non riuscite a capire quale ha portato i migliori risultati)</p>
<p>Una pagina del sito non si carica? Non si trova il bottone per andare allo step successivo? Le metriche vi possono aiutare. Fate delle modifiche migliorative incrementali. Ad esempio, se non si trova il bottone “Compra”, “Buy”, o come l’avete chiamato, provate ad ingrandirlo, poi a spostarlo in un’altra posizione, o a cambiargli colore. Vedete in quale modalità funziona meglio per un certo periodo di tempo osservando ad esempio il numero di transazioni medie del periodo e il numero di visite al sito necessarie all’utente prima di effettuare l’acquisto.</p>
<p>4.Accessibilità</p>
<p>Fate testare il sito tramite beta test e focus group da chi ve l’ha sviluppato e testatelo voi stessi su ogni tipologia di browser e device</p>
<p>Con i test riuscite a scoprirlo, ma anche le metriche vi vengono incontro perché potreste vedere che non vi arriva in alcun modo traffico da mobile, e la cosa è di certo sospetta visto l’ampio utilizzo che ne fanno gli utenti.</p>
<p>5.Credibilità e sicurezza</p>
<p>Certificate il sito per rassicurare gli utenti</p>
<p>Non fornite informazioni contraddittorie all’interno del sito</p>
<p>Non risparmiate troppo sul design/layout durante lo sviluppo</p>
<p>Provate a fare ad esempio una sentiment analysis per vedere cosa si dice del vostro sito e dei relativi prodotti e servizi che offrite. Se non volete investire su sofisticati software per il monitoraggio della vostra reputazione online ce ne sono di gratuiti: non ultimo Google Alert, che, se appropriatamente impostato, vi avvisa se qualcuno parla di voi (e come).</p>
<p>6.Conversion da utenti a clienti</p>
<p>Capire con le metriche perché visitano il sito, ma poi non comprano</p>
<p>A seconda della causa, migliorare: il design/layout del sito, la sicurezza nei pagamenti, i servizi offerti, e così via</p>
<p>Anche in questo caso le metriche ci aiutano a capire se abbiamo un problema nel convincere gli utenti una volta che visitano il sito a comprare online. Le metriche ci aiutano a trovare gli step nel processo che risultano essere colli di bottiglia da eliminare. Ad esempio, andiamo a scoprire qual è la percentuale di completamento rispetto alla percentuale di abbandono del processo d’acquisto, così come a che punto viene abbandonato. Valutiamo anche il costo per conversion.</p>
<p>7.Rilevanza</p>
<p>Creare un motore di ricerca interno al sito visibile e con algoritmi di ricerca sofisticati</p>
<p>Lavorare con precisione metodica su attività di SEO e SEM</p>
<p>Curare le keywords e l’oggetto delle DEM (Direct Email Marketing) con newsletter dedicate</p>
<p>Il sito ha un buon traffico, ma nessuno compra. Può essere un problema di rilevanza. Avete un motore di ricerca interno al sito? Andate a vedere ad esempio qual è la percentuale di ricerche senza risultato. Può capitare infatti che i prodotti non si trovino e quindi l’utente non arrivai al prodotto giusto. Di conseguenza, alla fine decide di abbandonare il sito. In questo caso, va analizzato il customer journey che l’utente compie all’interno del sito tramite corretta definizione del funnel nel package di analytics prescelto.</p>
<p>8.Sito vs app vs social network</p>
<p>Valutare modalità alternative di vendita online tramite ad esempio M-Commerce e F-Commerce</p>
<p>Confrontare le varie modalità a seconda del tipo di target che si vuole raggiungere</p>
<p>Non è detto che l’e-commerce sia la soluzione migliore per il vostro business. Potrebbe essere l’M-Commerce o l’F-Commerce, ad esempio.</p>
<p>In questo caso è necessario rivolgersi alle metriche per capire, dove e come navigano i vostri utenti target, dove sono i buyers, qual è il customer journey che compiono, cosa cercano, come lo cercano e dove.</p>
<p>9.Comprano, ma non tornano</p>
<p>Fate sentire speciali i vostri utenti. Ad esempio, prevedete un programma fedeltà, magari promuovete offerte dedicate a chi vi segue su Twitter, incentivate a comprare tramite coupon su Facebook, differenziate l’offerta rispetto a quello che vendete in negozio.</p>
<p>Provate ad utilizzare strategie di bundling, unbundling, trading up, cross-selling.</p>
<p>Metriche come la customer satisfaction, la customer loyalty, la brand reputation vi aiutano a capire se c’è un problema relazionale con i vostri clienti.</p>
<p>Valutate metriche anche come il numero di transazioni, il valore medio dell’ordine, il valore medio per visita, il numero di visite prima dell’acquisto. Assicuratevi però che il motivo per cui non comprano non sia dovuto a mancata consegna o altri motivi.</p>
<p>Fate survey per misurare la customer satisfaction ed eventuali problemi emersi.</p>
<p>Più in generale andrebbero testate diverse modalità su un campione ristretto di utenti, in modo tale da vedere quale di queste funziona meglio. Quella che funziona sarà poi l’offerta che diamo all’intero mercato. Ad esempio, se volete inviare una DEM, provate varie versioni. Ad un 5% mandate un’email con un oggetto ad un altro 5% con un altro oggetto a parità di condizioni. Quella che converte maggiormente sarà quella che mandate al restante 90% del database.</p>
<p>È importante capire cosa sta accadendo nel sito, perché si verificano tali situazioni e soprattutto cosa fare per correggere i problemi emersi. Vanno definiti i KPI (Key Performance Indicators) da misurare, la cadenza temporale con la quale si vogliono misurare questi indicatori, di come si vogliono misurare, ad esempio con quale statistical package tra i vari strumenti attualmente a disposizione online.</p>
<p>L’analisi e la comprensione dei dati di analytics aiutano nella definizione delle strategie di marketing online e nel miglioramento delle perfomance complessive, rivelando insights interessanti ed azioni correttive, che portino ai risultati attesi. Queste metriche sono in grado di fornire risposta a domande gestionali complesse, e di trovare le iniziative corrette per convertire efficacemente i visitatori del sito in clienti, fidelizzandoli tramite iniziative di CRM sviluppate in modo specifico per loro, grazie alla definizione del customer profiling reso possibile proprio grazie alle metriche stesse.</p>
<p>Internet ha le maggiori potenzialità di misurazione mai viste finora nella storia del marketing e ci fornisce l’opportunità di provare diverse soluzioni finché quella che realmente funziona si trova. È un processo unico nel suo genere per il marketing, è però necessario prendere consapevolezza di tutta una serie di passaggi chiave e di dinamiche per poterne beneficiare adeguatamente. Come dicevo all’inizio i motivi per cui un sito e-commerce non vende possono essere tendenzialmente infiniti, contattatemi via email per un test diagnostico sul vostro specifico caso.</p>
<p>Milano, 16 luglio 2012<br />
SILVIA VIANELLO</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.aicel.info/notizie/i-9-motivi-per-cui-il-vostro-sito-di-e-commerce-non-funziona-e-le-mie-soluzioni-1179.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
