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	<title>Notizie dall&#039;E-Commerce</title>
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	<description>Notizie dall&#039;E-Commerce: la rubrica curata dall&#039;associazione AICEL, dedicata all&#039;informazione e alle notizie sul mondo del commercio elettronico.</description>
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		<title>Fondi e-commerce, Aicel scrive a Passera: «Sblocchi le risorse ferme dal 2008»</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 04:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Giudiceandrea - Ufficio Stampa AICEL</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati AICEL]]></category>
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		<description><![CDATA[Il governo sblocchi le risorse per l’e-commerce ferme dal 2008. È questo l’appello lanciato da Aicel, Associazione Italiana Commercio Elettronico, relativo alle risorse messe a disposizione per il settore ad oggi ancora bloccate, e rivolto in particolare al ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, a cui Aicel indirizza una lettera aperta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Desenzano, 15 maggio 2012 -</em> <strong>Il governo sblocchi le risorse per l’e-commerce ferme dal 2008</strong>. È questo l’appello lanciato da <strong>Aicel</strong>, Associazione Italiana Commercio Elettronico, relativo alle risorse messe a disposizione per il settore ad oggi ancora bloccate, e rivolto in particolare al <strong>ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera</strong>, a cui Aicel indirizza una <strong>lettera aperta</strong>.</p>
<div id="attachment_1117" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><img class="size-thumbnail wp-image-1117" title="Andrea Spedale" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/05/spedale-aicel-2-128x150.jpg" alt="" width="128" height="150" /><p class="wp-caption-text">Andrea Spedale Presidente AICEL</p></div>
<p>«L&#8217;e-commerce ha bisogno ora di fatti concreti da parte del governo, non di numeri, che già ci sono per capire l’importanza di questo comparto per l’economia nazionale e per lo sviluppo delle piccole e medie imprese – afferma Andrea Spedale, presidente di Aicel -. Nel 2011 il settore ha registrato una crescita del 21% rispetto all’anno precedente, superando la soglia degli 8 miliardi di euro».</p>
<p>Il IV bando e-commerce, istituito nel 2006 in base alla legge 388/2000, <strong>coinvolge circa 5000 aziende</strong> che operano del settore e le agevolazioni sotto forma di credito d’imposta messe a bando ammontano a <strong>oltre 92 milioni di euro, </strong>contro gli oltre 143 milioni di contributi richiesti e dichiarati ammissibili alla chiusura del bando.</p>
<p>«Numeri importanti, che parlano da soli per comprendere la portata di un bando bloccato senza alcun motivo dal 2008 – continua Spedale –. Stiamo parlando di migliaia di imprenditori che hanno investito e continuano a investire milioni di euro nel commercio elettronico come volano per le loro attività imprenditoriali. Di fronte alla vivacità di questo settore, <strong>stupisce l’immobilità dei governi</strong> che da quattro anni non sbloccano le agevolazioni vitali per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’e-commerce in Italia».</p>
<p>Aicel nel 2011 ha presentato due istanze di accesso agli atti per avere informazioni sullo stato del procedimento. «Ma anche nell’ultima risposta, datata 15 settembre 2011, da parte del Gestore Unicredit Mediocredito Centrale spa, non vi è alcuna giustificazione in merito sul ritardo dell’erogazione dei finanziamenti – conclude Spedale -. Abbiamo quindi deciso di <strong><a href="http://www.aicel.org/azioni-aicel/iv-bando-ecommerce-al-via-liniziativa-comune">procedere</a> con una formale diffida e messa in mora</strong><strong> nei confronti delle amministrazioni coinvolte e </strong>ora ci rivolgiamo direttamente al ministro <strong>Passera</strong>, affinché intervenga per <strong>sbloccare una situazione che ha superato ogni limite di ragionevolezza</strong>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedi:</p>
<p><a href="http://www.aicel.org/azioni-aicel/aicel-scrive-a-passera-legge-388-iv-bando-sblocchi-le-risorse-ferme-dal-2008">Lettera Aperta al Ministro Corrado Passera</a></p>
<p><div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2006/12/388-graduatoria-2006.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2006/12/388-graduatoria-2006.pdf'>Elenco Progetti Ammessi</a></div></div><div class='clear'></div></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campagna Associativa 2012:  Dalla Parte degli Operatori e dei Consumatori</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Giudiceandrea - Ufficio Stampa AICEL</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati AICEL]]></category>
		<category><![CDATA[aicel]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
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		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
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		<description><![CDATA[Desenzano, 4 maggio 20120 - Aicel, Associazione Italiana Commercio Elettronico, si pone accanto a tutti gli operatori del settore attraverso strumenti utili per definire regole di buon e-commerce a tutela sia degli operatori sia dei consumatori. E dà il via alla campagna associativa per il 2012. &#8220;Il commercio elettronico in Italia è in fase di forte sviluppo &#8211; afferma Andrea Spedale, presidente di Aicel -. Ora più che mai servono azioni concrete e un&#8217;ampia collaborazione tra tutti i soggetti, istituzionali e non, che operano in questo settore per definire le buone pratiche necessarie ad avvicinare consumatori e merchant e ad aumentare la fiducia verso gli acquisti online. Aicel è l&#8217;unica associazione di categoria in Italia per gli operatori del commercio elettronico: più forte è, più riesce ad essere incisiva&#8221;. Un’azione concreta è il certificato SonoSicuro (vedi qui), la prima certificazione di servizio del commercio elettronico, che Aicel propone anche quest’anno. &#8220;La certificazione SonoSicuro, rilasciata dalla nostra associazione, permette ai navigatori di poter identificare i negozi online nei quali è possibile fare acquisti in tutta sicurezza, rispettandone i diritti di consumatori &#8211; spiega Spedale -. Il negoziante che si certifica accetta di applicare il Codice etico di Aicel, improntato su criteri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1103" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/05/ShoppingCart-150x150.jpg"><img class="size-full wp-image-1103" title="aicel" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/05/ShoppingCart-150x150.jpg" alt="associazione ecommerce" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">aicel</p></div>
<p style="text-align: left;" align="center">Desenzano, 4 maggio 20120 - <strong>Aicel</strong>, Associazione Italiana Commercio Elettronico, si pone accanto a tutti gli operatori del settore attraverso strumenti utili per definire regole di buon e-commerce a tutela sia degli operatori sia dei consumatori. E dà il via alla <strong>campagna associativa per il 2012</strong>.</p>
<p>&#8220;Il commercio elettronico in Italia è in fase di forte sviluppo &#8211; afferma Andrea Spedale, presidente di Aicel -. Ora più che mai servono azioni concrete e un&#8217;ampia collaborazione tra tutti i soggetti, istituzionali e non, che operano in questo settore per definire le buone pratiche necessarie ad avvicinare consumatori e merchant e ad aumentare la fiducia verso gli acquisti online. Aicel è l&#8217;unica associazione di categoria in Italia per gli operatori del commercio elettronico: più forte è, più riesce ad essere incisiva&#8221;.</p>
<p>Un’azione concreta è il <strong>certificato SonoSicuro </strong>(<a title="SonoSicuro: l'acquisto intelligente" href="http://www.sonosicuro.it">vedi qui</a>), la prima certificazione di servizio del commercio elettronico, che Aicel propone anche quest’anno. &#8220;La certificazione SonoSicuro, rilasciata dalla nostra associazione, permette ai navigatori di poter identificare i negozi online nei quali è possibile fare acquisti in tutta sicurezza, rispettandone i diritti di consumatori &#8211; spiega Spedale -. Il negoziante che si certifica accetta di applicare il Codice etico di Aicel, improntato su criteri di correttezza e responsabilità. In questo modo ha la possibilità di offrire un&#8217;immagine credibile e affidabile e di creare network con le altre aziende certificate&#8221;.</p>
<p>Associarsi ad Aicel significa anche poter usufruire di una serie di <strong>vantaggi e convenzioni</strong>. &#8220;Le aziende associate hanno la possibilità di fare parte di una rete molto ampia anche a livello europeo, di partecipare a iniziative mirate e una serie di convenzioni con società terze, informazione e formazione continua &#8211; conclude Spedale -. Ne è un esempio l&#8217;ultima iniziativa promossa da Aicel, <a title="la formazione per i merchant" href="http://eCampus.aicel.org">eCampus</a>: esperti del settore offriranno ai merchant gli strumenti necessari per entrare nella vendita online o per potenziare il canale di vendita del commercio elettronico&#8221;.</p>
<p>Per aderire ad Aicel o richiedere informazioni, basta inviare una mail a associazione@aicel.org o compilare la domanda disponibile on-line all&#8217;indirizzo <a title="Aderisci ad AICEL" href="http://www.aicel.org/aderire/">http://www.aicel.org/aderire/</a></p>
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		<title>La privacy dopo l’abolizione del DPS</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/la-privacy-dopo-labolizione-del-dps-1086.html</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:46:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PatriziaMeo</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[e-Law]]></category>
		<category><![CDATA[codice privacy]]></category>
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		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Il DPS costituiva una radiografia di ciò che veniva fatto in termini di protezione dei dati personali trattati in azienda ed era pertanto una base di partenza nei controlli che venivano effettuati dalla Guardia di Finanza. Ma la privacy non era il DPS, quindi cosa rimane? Quali adempimenti per un sito eCommerce?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/dps-300x1911.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1096" title="l'abolizione del DPS" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/dps-300x1911-150x95.gif" alt="" width="150" height="95" /></a>È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale del 6 aprile la legge di conversione del decreto sulle semplificazioni (D.L. 5/2012), che ha eliminato<strong><span style="text-decoration: underline;"> l&#8217;obbligo di predisporre e aggiornare il documento programmatico sulla sicurezza (DPS) al 31 marzo</span></strong> di ogni anno, per i titolari del trattamento che gestiscono dati sensibili con strumenti elettronici.</p>
<p>Il DPS costituiva di fatto una radiografia di ciò che veniva fatto in termini di protezione dei dati personali trattati in azienda ed era pertanto una base di partenza nei controlli che venivano effettuati dalla Guardia di Finanza.</p>
<p>Ma la privacy non era il DPS, quindi cosa rimane? Certamente viene meno una delle incombenze, <strong>ma sicuramente sono ancora valide tutte le regole dettate dell’art. 34 del Codice Privacy e dall’Allegato B (tranne quelle che si riferivano al DPS), che restano applicabili.</strong> È importante fare attenzione a questo aspetto, in quanto rimangono in essere tutti i requisiti minimi che questa normativa prevede con le relative conseguenze civili e penali in caso di mancato adeguamento.</p>
<p><strong>I Titolari del trattamento dovranno continuare ad adottare le seguenti misure:</strong></p>
<p>a) l’autenticazione informatica;</p>
<p>b) adozione di procedure informatiche per la gestione delle <span style="text-decoration: underline;">credenziali di autenticazione</span>;</p>
<p>c) utilizzo di un <span style="text-decoration: underline;">sistema di autorizzazione</span> all&#8217;accesso dei dati;</p>
<p>d) aggiornamento periodico dell´individuazione dell&#8217;<span style="text-decoration: underline;">ambito del trattamento</span> consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici – fornire istruzioni chiare e formarli laddove necessario per l’effettiva protezione dei dati;</p>
<p>e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi informatici;</p>
<p>f) adozione di procedure per la <span style="text-decoration: underline;">custodia di copie di sicurezza</span> (back up), il ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi.</p>
<p>Pertanto le aziende dovranno avere una documentazione simile al DPS, che attesti l’adozione delle numerose misure minime di sicurezza che il Codice privacy continua ad imporre. Ricordo che rimangono in vigore i Provvedimenti emanati dal Garante (Videosorveglianza, Amministratore di Sistema).</p>
<p>Sussisterà l’obbligo in caso di controllo di esibire il DPS 2011? Non ci sono indicazioni. È pur vero però, che per quelle società tenute alla relazione accompagnatoria al bilancio, che al <strong>31 marzo 2011 hanno dovuto render conto dell’aggiornamento del DPS, potrebbe oggi essere richiesto in sede di controllo, l’esibizione del vecchio DPS</strong>. È quindi raccomandabile conservare l’ultima versione redatta del DPS a dimostrazione di aver adempiuto correttamente all’epoca della vigenza dell’obbligo medesimo.</p>
<p>Inoltre, arriverà <strong>una rivoluzione a livello europeo della normativa privacy</strong>. Sarà emanato un Regolamento Comunitario che andrà a sostituire la  normativa europea di riferimento (la direttiva 95/46 CE del 1995). A tal proposito precisiamo che: a  differenza delle Direttive Europee che si limitano a definire  linee guida,  lasciando la facoltà di provvedere con una normativa propria, i Regolamenti Comunitari godono di un’applicazione immediata e diretta sugli  Stati membri. L’emanando Regolamento si rappresenta come una vera e propria innovazione, perché oltre ad uniformare le regole a livello europeo,  renderà molto più incisive le norme in tema di tutela dei dati personali.</p>
<p>Molte procedure previste dal nuovo Regolamento Europeo riguarderanno quanto già visto nella stesura del DPS e di conseguenza le aziende dovranno redigere al proprio interno un Disciplinare tecnico di procedure di gestione della privacy per la creazione di una vera e propria Policy Privacy.</p>
<p><strong>Abolito il DPS? Diciamo che uscito dalla porta rientrerà dalla finestra.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/patriziameo.png"><img class="size-thumbnail wp-image-1094 alignnone" title="Patrizia Meo" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/patriziameo-150x45.png" alt="" width="150" height="45" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>nasce eCampus: la formazione per l&#8217;eCommerce</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/nasce-ecampus-la-formazione-per-lecommerce-1071.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:13:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati AICEL]]></category>
		<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie innovative]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiama eCampus l’iniziativa promossa da AICEL, Associazione Italiana per il Commercio Elettronico che sostiene le aziende nello sviluppo e nell&#8217;implementazione dei propri canali digitali, e rivolta alle PMI e a tutti i soggetti interessati a migliorare la propria presenza sul web. A partire dal 4 maggio AICEL eCampus darà via a una serie di incontri formativi e soluzioni personalizzate – seguiti da alcuni dei maggiori esperti in diverse aree del digitale e del commercio elettronico – dedicati alle aziende, alle PMI e anche alle web-agency che vogliono affacciarsi per la prima volta sul mercato digitale oppure che già sono presenti ma desiderano migliorare e ampliare la loro offerta. eCampus AICEL offrirà percorsi formativi per sostenere e guidare le aziende nell&#8217;infinito spazio della rete, accompagnandole nell&#8217;evoluzione verso il digitale e nell&#8217;apertura o nell’implementazione dei canali di vendita e nel commercio elettronico. Un settore, quello del commercio elettronico, in continua crescita: secondo una recente ricerca promossa dalla Camera di Commercio di Monza Brianza e da Google, le aziende italiane attive nel commercio elettronico sono 8.280, con una crescita nel 2011 del 21,6%. “Credo fortemente che in questa fase storica importante e critica dell’economia italiana ci sia una grande opportunità per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <strong>eCampus</strong> l’iniziativa promossa da <strong>AICEL</strong>, Associazione Italiana per il Commercio Elettronico che sostiene le aziende nello sviluppo e nell&#8217;implementazione dei propri canali digitali, e rivolta alle PMI e a tutti i soggetti interessati a migliorare la propria presenza sul web.</p>
<div id="attachment_1072" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/aicel_eCampus.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1072" title="aicel eCampus" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/aicel_eCampus-150x57.jpg" alt="eventi formativi per i merchant" width="150" height="57" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>A partire dal 4 maggio AICEL eCampus darà via a una serie di <strong><a title="l'offerta formativa di eCampus" href="http://ecampus.aicel.org/offerta-formativa/" target="_blank">incontri formativi</a></strong> e soluzioni personalizzate – seguiti da alcuni dei maggiori esperti in diverse aree del digitale e del commercio elettronico – dedicati alle aziende, alle PMI e anche alle web-agency che vogliono affacciarsi per la prima volta sul mercato digitale oppure che già sono presenti ma desiderano migliorare e ampliare la loro offerta.</p>
<p>eCampus AICEL offrirà percorsi formativi per sostenere e guidare le aziende nell&#8217;infinito spazio della rete, accompagnandole nell&#8217;evoluzione verso il digitale e nell&#8217;apertura o nell’implementazione dei canali di vendita e nel commercio elettronico.</p>
<p>Un settore, quello del commercio elettronico, in continua crescita: secondo una recente ricerca promossa dalla Camera di Commercio di Monza Brianza e da Google, le aziende italiane attive nel commercio elettronico sono 8.280, con una crescita nel 2011 del 21,6%.</p>
<p>“Credo fortemente che in questa fase storica importante e critica dell’economia italiana ci sia una grande opportunità per le nostre imprese tradizionali e questa opportunità si chiama Commercio Elettronico”, ha dichiarato Andrea Spedale, presidente di AICEL. “Nonostante la consistente crescita – continua &#8211; sono ancora troppo poche le imprese che sfruttano il canale online. I nostri imprenditori si sentono impreparati e non in grado di governare queste nuove tecnologie. Il nostro progetto eCampus darà loro i giusti strumenti per sfruttare al meglio questa opportunità”.</p>
<p>Gli incontri di AICEL eCampus, saranno promossi in diverse città su tutto il territorio nazionale, saranno dedicati a tutti i temi del commercio elettronico, da quelli più concentrati sul web-marketing alla gestione operativa del canale digitale. Nel portale dedicato all&#8217;iniziativa (<a title="la formazione aicel" href="http://eCampus.aicel.org" target="_blank">http://eCampus.aicel.org</a>) è già possibile vedere una parte dell&#8217;offerta formativa suddivisa in quattro macro aree ed iscriversi ai primi corsi.</p>
<p>I primi appuntamenti saranno s terranno a Desenzano dove è nata l&#8217;Associazione per poi passare a Brescia, Venezia, Roma e Palermo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>eCommerce fra start-up e innovazione</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/ecommerce-fra-start-up-e-innovazione-1052.html</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[commercio elettronico]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì scorso presso Villa Crespia, una splendida tenuta nel pieno della Franciacorta, i Giovani Imprenditori di Brescia hanno celebrato la tredicesima edizione di Innovation Makes Wonders, una giornata dedicata all&#8217;innovazione e all&#8217;impresa. Fra i tanti temi che hanno reso protagoniste le idee e le persone che giorno dopo giorno fanno innovazione, non poteva mancare il commercio elettronico in un workshop che Aicel ha animato insieme alla società di formazione al marketing digitale The Vortex. Una giornata intensa, piena di stimoli ed esperienze, ma anche di sguardi al futuro dove mobile e marketplace si sono accosti alle forme più tradizionali di commercio elettronico. Ecco le slide della mattinata perchè possano essere fonte di approfondimento per chi ha partecipato ed anche per chi è mancato all&#8217;appuntamento. IMW &#8211; Innovation Makes Wonder: Intervento AICEL]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/Home-11.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1065" title="IMW - Innovation Makes Wonders" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/Home-11-150x92.jpg" alt="" width="150" height="92" /></a>Venerdì scorso presso Villa Crespia, una splendida tenuta nel pieno della Franciacorta, i Giovani Imprenditori di Brescia hanno celebrato la tredicesima edizione di Innovation Makes Wonders, una giornata dedicata all&#8217;innovazione e all&#8217;impresa.</p>
<p>Fra i tanti temi che hanno reso protagoniste le idee e le persone che giorno dopo giorno fanno innovazione, non poteva mancare il commercio elettronico in un workshop che Aicel ha animato insieme alla società di formazione al marketing digitale <a href="http://www.thevortex.it/">The Vortex</a>.</p>
<p>Una giornata intensa, piena di stimoli ed esperienze, ma anche di sguardi al futuro dove mobile e marketplace si sono accosti alle forme più tradizionali di commercio elettronico.</p>
<p>Ecco le slide della mattinata perchè possano essere fonte di approfondimento per chi ha partecipato ed anche per chi è mancato all&#8217;appuntamento.</p>
<p>IMW &#8211; Innovation Makes Wonder: <div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/20120413-1-IMW.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/04/20120413-1-IMW.pdf'>Intervento AICEL</a></div></div><div class='clear'></div></p>
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		<title>[UE] Conferma degli Obblighi Informativi per i Merchant</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/ue-conferma-degli-obblighi-informativi-per-i-merchant-1044.html</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 10:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Rodondi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un interessante chiarimento che riguarda le condizioni contrattuali on line arriva direttamente dalla Corte di Giustizia Europea. O meglio, dalle conclusioni che l’avvocato generale ha formulato nell’ambito di una causa- la n. C-49/11- che, è bene ricordarlo, non è ancora stata decisa. La vicenda nasce dal ricorso promosso da un associazione di tutela dei consumatori austriaca che ha portato in causa una società che gestisce un sito internet attraverso il quale è possibile scaricare, mediante abbonamento a pagamento, vari programmi software. Il problema è sorto in quanto il contratto tra consumatori e società si concludeva semplicemente mediante la compilazione di una pagina web ove l’utente, con un flag, dichiarava di accettare le condizioni generali di contratto e di rinunciare al diritto di recesso.La CorteEuropea, dunque, è stata investita dalla corte territoriale del quesito relativo alla validità o meno di tale condotta. In particolare ci si è chiesti se con tale modalità la società aveva correttamente adempiuto all’obbligo prescritto dalla direttiva n.97/7/CE di fornire su “supporto duraturo” al consumatore conferma delle informazioni relative al contratto appena concluso on line. Tale direttiva, infatti, prevede che non solo prima della conclusione del contratto il consumatore deve ricevere le informazioni relative al fornitore, alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1048" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/corte-giustizia-europea1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1048" title="Corte Giustizia Europea" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/corte-giustizia-europea1-150x150.jpg" alt="Corte Giustizia Europea" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Corte Giustizia Europea</p></div>
<p>Un interessante chiarimento che riguarda le condizioni contrattuali on line arriva direttamente dalla Corte di Giustizia Europea. O meglio, dalle conclusioni che l’avvocato generale ha formulato nell’ambito di una causa- la n. C-49/11- che, è bene ricordarlo, non è ancora stata decisa.</p>
<p>La vicenda nasce dal ricorso promosso da un associazione di tutela dei consumatori austriaca che ha portato in causa una società che gestisce un sito internet attraverso il quale è possibile scaricare, mediante abbonamento a pagamento, vari programmi software. Il problema è sorto in quanto il contratto tra consumatori e società si concludeva semplicemente mediante la compilazione di una pagina web ove l’utente, con un flag, dichiarava di accettare le condizioni generali di contratto e di rinunciare al diritto di recesso.La CorteEuropea, dunque, è stata investita dalla corte territoriale del quesito relativo alla validità o meno di tale condotta. In particolare ci si è chiesti se con tale modalità la società aveva correttamente adempiuto all’obbligo prescritto dalla direttiva n.97/7/CE di fornire su “supporto duraturo” al consumatore conferma delle informazioni relative al contratto appena concluso on line.</p>
<p>Tale direttiva, infatti, prevede che non solo <strong>prima della conclusione</strong> del contratto il consumatore deve ricevere le informazioni relative al fornitore, alle caratteristiche essenziali del bene o servizio, al prezzo, alle spese di consegna, alle modalità di pagamento, al diritto di recesso, ma prevede anche che le <strong>stesse informazioni siano ricevute da lui “per iscritto o su altro supporto duraturo</strong>”.</p>
<p>E dunque: è sufficiente la messa a disposizione dei clienti delle informazioni relative al contratto su una pagina web cui possano accedere liberamente?</p>
<p>Secondo l’avvocato generale no. E ciò per due motivi. Da un lato in quanto la norma prescrive che l’utente “<strong>riceva</strong>” le informazioni e dunque che esse gli siano trasmesse senza che egli debba assumere un ruolo attivo per ottenerle.</p>
<p>E, inoltre, perché l’utente deve avere il “controllo” sulle informazioni stesse: esse,cioè, debbono rimanere a sua disposizione con modalità affidabili e per un lasso di tempo adeguato affinchè l’utente stesso, se ritenga, possa far valere i propri diritti.</p>
<p>Ebbene tale conclusione in realtà non fa che confermare quanto già  recepito con il Decreto legislativo n.70 del 2003 che in Italia regola i c.d. contratti elettronici. Infatti all’art.13 tale normativa prescrive che il merchant concluso l’ordine di acquisto e, dunque, si presume, il contratto, deve “<em>accusare ricevuta dell’ordine del destinatario contente un riepilogo delle condizioni generali e particolari applicabili al contratto, le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del bene o del servizio e l’indicazione dettagliata del prezzo, dei mezzi di pagamento, del recesso, dei costi di consegna e dei tributi applicabili</em>”.</p>
<p>E’ dunque, buona norma che il merchant predisponga una mail da inviare al cliente contenente tutte le informazioni sopraindicate dato che, anche secondo l’avvocato generale che ha reso le conclusioni indicate, è sicuramente conforme allo spirito della direttiva europea includere le informazioni obbligatorie nel testo del messaggio e-mail.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Link: <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:62011CC0049:IT:NOT">EUR-Lex</a></p>
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		<title>No Scontrino, No Party? Nell&#8217;ecommerce il party si fa anche senza</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/no-scontrino-no-party-nellecommerce-il-party-si-fa-anche-senza-1036.html</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spedale</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-Commerce]]></category>
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		<description><![CDATA[Il commercio elettronico è uno dei pochi settori dell’economia italiana che cresce , che produce ricchezza e che crea occupazione. E’ un settore ‘ancora’ giovane e come tale spesso guardato con diffidenza dai più. Nonostante sia un settore altamente regolamentato (a livello europeo) con alte protezioni verso il consumatore –protezioni spesso maggiori rispetto al commercio tradizionale &#8211; c’è chi lo vede (o lo vuol far vedere) come il covo dei truffatori. In questo periodo di risanamento dei conti pubblici dove aumento del prelievo fiscale in capo al singolo cittadino e lotta all&#8217;evasione sono le regole principali, notizie come  &#8221;Operazione Scontrino Cortina&#8221; o &#8220;Operazione Scontrino SanRemo&#8221;  hanno un tale impatto emotivo che non esistono giornalisti o media che non provvedano subito al loro rilancio. Ovviamente c&#8217;è anche chi per visibilità, per ignoranza o semplicemente in qualità di &#8220;esperto (disinformato)&#8221;  non perde l&#8217;occasione per scrivere l’ennesimo articolo denigratorio nei confronti dell’e-commerce affermando che &#60;&#60;nel commercio elettronico le regole del gioco non cambiano e chi vende su Internet deve rispettare i medesimi obblighi degli altri commercianti ovvero rilasciare uno scontrino/ricevuta/fattura&#62;&#62; e lasciando al lettore il dubbio che chi non lo faccia sia un evasore&#8230;. Peccato che nel commercio elettronico le regole non siano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il commercio elettronico è uno dei pochi settori dell’economia italiana che cresce , che produce ricchezza e che crea occupazione. E’ un settore ‘ancora’ giovane e come tale spesso guardato con diffidenza dai più.<br />
Nonostante sia un settore altamente regolamentato (a livello europeo) con alte protezioni verso il consumatore –protezioni spesso maggiori rispetto al commercio tradizionale &#8211; c’è chi lo vede (o lo vuol far vedere) come il covo dei truffatori.<br />
<a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/evasione-fiscale1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1038" title="Scontrini Fiscali" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/evasione-fiscale1-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a>In questo periodo di risanamento dei conti pubblici dove aumento del prelievo fiscale in capo al singolo cittadino e lotta all&#8217;evasione sono le regole principali, <a href="http://blog.panorama.it/italia/2012/02/20/da-napoli-a-cortina-ecco-la-classifica-dei-furbetti-dello-scontrino/">notizie</a> come  &#8221;Operazione Scontrino Cortina&#8221; o &#8220;Operazione Scontrino SanRemo&#8221;  hanno un tale impatto emotivo che non esistono giornalisti o media che non provvedano subito al loro rilancio.<br />
Ovviamente c&#8217;è anche chi per visibilità, per ignoranza o semplicemente in qualità di &#8220;esperto (disinformato)&#8221;  non perde l&#8217;occasione per scrivere l’ennesimo articolo denigratorio nei confronti dell’e-commerce affermando che &lt;&lt;nel commercio elettronico le regole del gioco non cambiano e chi vende su Internet deve rispettare i medesimi obblighi degli altri commercianti ovvero rilasciare uno scontrino/ricevuta/fattura&gt;&gt; e lasciando al lettore il dubbio che chi non lo faccia sia un evasore&#8230;.</p>
<p>Peccato che nel commercio elettronico le regole non siano le stesse. C<strong>hi afferma che nelle vendite on-line vige l’obbligo di emissione scontrino/ricevuta/fattura afferma il falso</strong> (o comunque non dice tutta la verità).</p>
<p>L’obbligo dell’emissione di un valido documento fiscale vige infatti solo per il commercio elettronico diretto (vendita di servizi, software, musica etc ) e non per quello indiretto* (vendita di beni materiali).</p>
<p>La risoluzione n. 274/E del 2009 dell’Agenzia delle Entrate ha fatto un sintesi autorevole dei principali adempimenti fiscali cui è soggetta l’attività di vendita on line di beni materiali ovvero l’ attività di commercio elettronico indiretto.</p>
<p>Ai fini Iva, <strong>le operazioni di commercio elettronico indiretto</strong> sono assimilabili alle vendite per corrispondenza e, pertanto, <strong>non sono soggette all’obbligo di emissione della fattura</strong> (se non richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione), come previsto dall’articolo 22 del d.P.R. n. 633 del 1972, <strong>né all’obbligo di certificazione mediante emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale</strong> ai sensi dell’articolo 2, lettera oo), del d.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696.</p>
<p>Questa facoltà non significa che della vendita si perda traccia e quindi non contribuisca alla formazione del reddito d&#8217;impresa sfuggendo così alla tassazione. Per il venditore on-line infatti esiste l&#8217;obbligo di annotare in un apposito registro tutti i corrispettivi delle vendite effettuate (c.d. registro corrispettivi – previsto dall’ articolo 24 del d.P.R. n. 633 del 1972).</p>
<p><strong>La prassi di molti merchant di procedere alla spedizione di beni senza che questi siano accompagnati da alcun documento fiscale è pertanto consentita, perfettamente lecita ma soprattutto non significa affatto che il venditore sia un evasore fiscale</strong>.</p>
<p>E’ bene ricordare che per sua natura l’e-commerce è uno dei canali di vendita che meno si presta all’evasione fiscale in quanto ogni singola vendita lascia sempre e comunque tracce: l’ordine è confermato da una o più mail generate dal sistema che sono trasmesse dal venditore al compratore; il pagamento avviene nella maggior parte dei casi con carta di credito, con moneta virtuale, con bonifico bancario; la consegna del bene nella stragrande maggioranza dei casi è affidata a corrieri professionali.</p>
<p>Solo una corretta e approfondita informazione può aiutare da un lato i professionisti e consumatori ad ottenere il massimo vantaggio e tutto nel più ampio rispetto delle leggi e dall’altro le imprese ‘old economy’ a valutarlo come valido canale di crescita.<br />
Purtroppo la corretta informazione non fa notizia&#8230;.</p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>Documenti:</p>
<p><div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2009/11/ris-n-274E-5-novembre-2009.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2009/11/ris-n-274E-5-novembre-2009.pdf'>La risoluzione n. 274/E del 2009 dell’Agenzia delle Entrate</a></div></div><div class='clear'></div></p>
<p>*Per commercio elettronico indiretto si intende una transazione commerciale che avviene in via telematica ma a cui segue la consegna fisica della merce a domicilio secondo i canali tradizionali, ossia tramite vettore o spedizioniere (cfr. risoluzione 21 luglio 2008, n. 312/E, risoluzione 15 novembre 2004, n. 133/E).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL CASO PRIVATEOUTLET.COM: LA RISPOSTA NON E&#8217; L&#8217;OSCURAMENTO, MA LA TRASPARENZA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 23:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati AICEL]]></category>
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		<description><![CDATA[AICEL, da anni attiva &#8211; anche con l&#8217;iniziativa SonoSicuro (www.sonosicuro.it) &#8211; nel promuovere i siti di e-commerce che in modo sicuro, onesto e trasparente conducono il proprio business sulla Rete, ritiene determinante attivare una Centrale Rischi che dia la possibilità al consumatore di segnalare i siti non corretti ed essere così informato in merito all&#8217;affidabilità degli operatori e ad al loro riscontro presso gli acquirenti. Il fatto che tale provvedimento sia preso dal Ministero dello Sviluppo Economico darebbe inoltre forza all&#8217;impegno che questo Governo sta assumendo nei confronti dell&#8217;evoluzione digitale del nostro Paese, si iscriverebbe nell&#8217;ambito delle politiche favorevoli all&#8217;e-commerce sempre più presenti in sede comunitaria ed infine valorizzerebbe le buone pratiche e i progetti che sono emerse spontaneamente nel mercato. “L’istituzione della Centrale Rischi”- dichiara Andrea Spedale, Presidente di Aicel – “è la sola modalità che possa aiutare il mercato nel suo complesso a maturare e nello stesso tempo che prevenga azioni unilaterali ed estreme come l&#8217;oscuramento del sito ecommerce privateoutlet.com. Aicel da anni sostiene che la trasparenza delle informazioni sia alla base dell&#8217;evoluzione di questo mercato” – prosegue il presidente dei merchant Italiani – “tanto più che è una delle caratteristiche della Rete. Il fatto che si possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AICEL, da anni attiva &#8211; anche con l&#8217;iniziativa SonoSicuro (<a href="http://www.sonosicuro.it/">www.sonosicuro.it</a>) &#8211; nel promuovere i siti di e-commerce che in modo sicuro, onesto e trasparente conducono il proprio business sulla Rete, ritiene determinante attivare una Centrale Rischi che dia la possibilità al consumatore di segnalare i siti non corretti ed essere così informato in merito all&#8217;affidabilità degli operatori e ad al loro riscontro presso gli acquirenti.</p>
<p>Il fatto che tale provvedimento sia preso dal Ministero dello Sviluppo Economico darebbe inoltre forza all&#8217;impegno che questo Governo sta assumendo nei confronti dell&#8217;evoluzione digitale del nostro Paese, si iscriverebbe nell&#8217;ambito delle politiche favorevoli all&#8217;e-commerce sempre più presenti in sede comunitaria ed infine valorizzerebbe le buone pratiche e i progetti che sono emerse spontaneamente nel mercato.</p>
<p>“L’istituzione della Centrale Rischi”- dichiara Andrea Spedale, Presidente di Aicel – “è la sola modalità che possa aiutare il mercato nel suo complesso a maturare e nello stesso tempo che prevenga azioni unilaterali ed estreme come l&#8217;oscuramento del sito ecommerce privateoutlet.com.<br />
Aicel da anni sostiene che la trasparenza delle informazioni sia alla base dell&#8217;evoluzione di questo mercato” – prosegue il presidente dei merchant Italiani – “tanto più che è una delle caratteristiche della Rete. Il fatto che si possa fondare una Centrale Rischi promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico sarebbe una leva di crescita non solo per le aziende che operano in questo settore, ma per gli stessi consumatori che ne stanno decretando, anno dopo anno, il successo.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div class='documentIcons'><div class='documentIcons_icon'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/120314-AICEL-PRIVATEOUTLET.pdf'><img src='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/plugins/attachment-file-icons/mime/pdf-icon.png'/></a></div><div class='documentIcons_link'><a href='http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/120314-AICEL-PRIVATEOUTLET.pdf'>Scarica il documento</a></div></div><div class='clear'></div></p>
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		<title>[Abruzzo] 2 milioni di euro per il settore vitivinicolo</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/abruzzo-2-milioni-di-euro-per-il-settore-vitivinicolo-1013.html</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 21:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Giunta regionale ha approvato il Programma operativo della Misura investimenti settore vitivinicolo.  Per la campagna 2011-2012 la dotazione finanziaria assegnata dal Ministero delle Politiche agricole alla Regione Abruzzo ammonta a 1.763.818 euro. I beneficiari sono le imprese agricole abruzzesi, singole o associate, che svolgono le fasi di trasformazione, conservazione e invecchiamento, imbottigliamento e confezionamento e commercializzazione. Gli investimenti realizzabili devono essere finalizzati al miglioramento del rendimento globale delle imprese  e consistere in interventi per l&#8217;esposizione dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione, interventi per la vendita di prodotti, interventi per l&#8217;e-commerce finalizzati al commercio elettronico, realizzazione di show-room e negozi esperenziali e laboratori d&#8217;analisi per il controllo della qualita&#8217;. Verranno finanziate le spese per l&#8217;acquisto di attrezzature ed elementi di arredo per il punto vendita, per l&#8217;esposizione e la degustazione, spese per l&#8217;allestimento di strutture realizzabili nei canali della grande distribuzione. Le imprese devono inoltre dimostrare che gli investimenti migliorino il rendimento globale dell&#8217;impresa nonche&#8217; le aspettative in termini di competitivita&#8217;, attraverso la presentazione di una relazione dettagliata del piano di investimento che si intende realizzare. L&#8217;importo del contributo alle imprese e&#8217; pari al 40% del totale del progetto presentato. La domanda d&#8217;aiuto potra&#8217; essere presentata telematicamente mediante il portale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/master_vino_bicchieri1.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-1014" title="Vino ecommerce" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/03/master_vino_bicchieri1-184x300.gif" alt="" width="184" height="300" /></a></p>
<p>La Giunta regionale ha approvato il Programma operativo della Misura investimenti settore vitivinicolo.  Per la campagna 2011-2012 la dotazione finanziaria assegnata dal Ministero delle Politiche agricole alla Regione Abruzzo ammonta a 1.763.818 euro.<br />
I beneficiari sono le imprese agricole abruzzesi, singole o associate, che svolgono le fasi di trasformazione, conservazione e invecchiamento, imbottigliamento e confezionamento e commercializzazione.</p>
<p>Gli investimenti realizzabili devono essere finalizzati al miglioramento del rendimento globale delle imprese  e consistere in interventi per l&#8217;esposizione dei prodotti vitivinicoli, compresa la degustazione, interventi per la vendita di prodotti, interventi per l&#8217;e-commerce finalizzati al commercio elettronico, realizzazione di show-room e negozi esperenziali e laboratori d&#8217;analisi per il controllo della qualita&#8217;.</p>
<p>Verranno finanziate le spese per l&#8217;acquisto di attrezzature ed elementi di arredo per il punto vendita, per l&#8217;esposizione e la degustazione, spese per l&#8217;allestimento di strutture realizzabili nei canali della grande distribuzione.<br />
Le imprese devono inoltre dimostrare che gli investimenti migliorino il rendimento globale dell&#8217;impresa nonche&#8217; le aspettative in termini di competitivita&#8217;, attraverso la presentazione di una relazione dettagliata del piano di investimento che si intende realizzare.<br />
L&#8217;importo del contributo alle imprese e&#8217; pari al 40% del totale del progetto presentato.</p>
<p>La domanda d&#8217;aiuto potra&#8217; essere presentata telematicamente mediante il portale SIAN entro il 2 aprile 2012 e successivamente in forma cartacea e completa di tutti allegati presso gli uffici ex Arssa del Mof di Cepagatti.</p>
<p>Fonte: <a title="Regione Abruzzo" href="http://www.regione.abruzzo.it/portale/index.asp?modello=articolo&amp;servizio=xList&amp;stileDiv=mono&amp;msv=articolo19117&amp;tom=9117">Giunta Regionale Regione Abruzzo</a></p>
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		<title>Sarmi vuole rivoluzionare l&#8217;eCommerce Italiano. E ha i numeri per farlo!</title>
		<link>http://www.aicel.info/notizie/sarmi-vuole-rivoluzionare-lecommerce-italiano-e-ha-i-numeri-per-farlo-1010.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 18:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spedale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;E&#8217; una svolta storica. Poste Italiane consegnerà i pacchi acquistati sul web e il portalettere si farà garante della transazione, nel senso che l&#8217;utente può scegliere di pagare al momento della consegna. Grazie al computer palmare, chi ha venduto riceverà contemporaneamente sul proprio conto i soldi&#8221; questo lo scenario (non tanto) futuro  che l&#8217;Amministratore Delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi ha illustrato ai giornalisti di la Repubblica. Se siamo davvero in presenza da una svolta storica è impossibile saperlo. Poste Italiane ha valutato i mercati e fatto delle scelte strategiche coraggiose. Il commercio elettronico è in fortissima espansione mentre il volume della corrispondenza cartacea è destinato a ridursi di un altro 30% nei prossimi 5 anni. Investire nel commercio elettronico, con una crescita di oltre il 20% nel solo 2011 e con un giro di affari sempre più vicino alla soglia dei 10 miliardi di Euro, mi sembra quindi una scelta obbligata che Poste Italiane ha deciso di seguire non limitandosi ad un ruolo passivo. Sicuramente l&#8217;ingresso di un player del calibro di Poste nel mondo dei servizi connessi all&#8217;eCommerce cambierà alcune regole del gioco.  Quello che ci si prospetta davanti è uno scenario nuovo che crea nuove possibilità di interazione fra aziende e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1011" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><a href="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/02/sarmi1.jpg"><img class="size-full wp-image-1011 " title="Massimo Sarmi" src="http://www.aicel.info/notizie/wp-content/uploads/2012/02/sarmi1.jpg" alt="Massimo Sarmi, AD Poste Italiane" width="230" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Massimo Sarmi, AD Poste Italiane</p></div>
<p>&#8220;E&#8217; una svolta storica. <em>Poste Italiane consegnerà i pacchi acquistati sul web e il portalettere si farà garante della transazione, nel senso che l&#8217;utente può scegliere di pagare al momento della consegna. Grazie al computer palmare, chi ha venduto riceverà contemporaneamente sul proprio conto i soldi</em>&#8221; questo lo scenario (non tanto) futuro  che l&#8217;Amministratore Delegato di Poste Italiane Massimo Sarmi ha illustrato ai giornalisti di la Repubblica.</p>
<p>Se siamo davvero in presenza da una svolta storica è impossibile saperlo. Poste Italiane ha valutato i mercati e fatto delle scelte strategiche coraggiose.<br />
Il commercio elettronico è in fortissima espansione mentre il volume della corrispondenza cartacea è destinato a ridursi di un altro 30% nei prossimi 5 anni.<br />
Investire nel commercio elettronico, con una crescita di oltre il 20% nel solo 2011 e con un giro di affari sempre più vicino alla soglia dei 10 miliardi di Euro, mi sembra quindi una scelta obbligata che Poste Italiane ha deciso di seguire non limitandosi ad un ruolo passivo.</p>
<p>Sicuramente l&#8217;ingresso di un player del calibro di Poste nel mondo dei servizi connessi all&#8217;eCommerce cambierà alcune regole del gioco.  Quello che ci si prospetta davanti è uno scenario nuovo che crea nuove possibilità di interazione fra aziende e consumatori,  nuove opportunità e nuovi modelli di business. Un mercato già di suo estremamente dinamico e in continuo cambiamento che sfrutterà al meglio queste nuove possibilità.</p>
<p>Personalmente vedo almeno tre punti di rilievo: il primo è quello dato ai mercahnt di offrire il pagamento posticipato alla consegna del bene mantenendo comunque inalterata l&#8217;offerta di soluzioni (contante, carta di credito etc);  il secondo è quello di avere una figura &#8216;garante&#8217; della transazione economica fra merchant e consumatore;  il terzo, forse quello con impatto maggiore nel mercato, è  la possibilità offerta ai consumatori insoddisfatti di restituire la merce  senza pagare alcuna spesa.</p>
<p>In apertura ho scritto che è uno scenario (non tanto) futuro. Possiamo tranquillamente dire che quanto raccontato dal Dott Sarmi è assolutamente attuale. Infatti nei giorni scorsi Poste Italiane ha stipulato un accordo con <a href="http://www.amazon.it">Amazon</a>: sarà Poste a consegnare gli oggetti acquistati sul sito del leader mondiale del commercio via internet (allo stesso costo di adesso).</p>
<p>Per ora i Postini Telematici sono 6.500 e sono presenti in tutti i capoluoghi di provincia e comuni sopra i 30 mila abitanti. Col tempo tutti gli attuali 18.500 portalettere saranno dotati di palmare e pos per effettuare il servizio a domicilio.  Da non sottovalutare nemmeno la copertura geografica di Poste:  oltre 14.000 uffici sparsi sul territorio con una capillarità che nessuna altra struttura può vantare, presenti anche nei piccoli comuni e nelle località disagiate.</p>
<p>Dove non arriverebbe il servizio &#8220;posteitaliane per te&#8221; e dove i normali vettori disincentivano la spedizione aumentando i costi,  Poste potrebbe senza particolari investimenti offrire anche il servizio di &#8220;pick&amp;pay&#8221; con tutti i risvolti pratico-legali che ciò comporterebbe.</p>
<p>Brave Poste Italiane!</p>
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