Il Trade Enforcement Act statunitense rende gli acquisti dall’estero più attraenti

4 maggio 2016
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Chi fa acquisti online negli USA ora può acquistare di più, senza dover pagare dazi, tasse ed extra per beni di consumo al di sotto degli $800.

Agli acquirenti statunitensi è stato dato un consistente incentivo per fare acquisti dall’estero, ora che la “Dogana e Protezione dei Confini” (CBP) ha annunciato di aver quadruplicato il limite al di sotto del quale non si pagheranno più dazi – da $200 a $800.

 

Maggiore attrattiva per gli acquirenti statunitensi

Come stabilito nell’atto per la “Facilitazione del Commercio e attuazione degli Scambi” del 2015, firmato dal Presidente Obama in febbraio, la CBP ha annunciato di aver aumentato il valore di una singola spedizione di beni importata da una persona in un giorno – che generalmente può essere importata senza dazi e tasse – da $200 a $800.

Quest’aumento della soglia suscettibile di dazio apre la strada a una più ampia gamma di prodotti che possono essere importati senza che dazi e tasse li rendano meno competitivi. Per i web-acquirenti statunitensi i risparmi possono essere significativi. Fino ad ora la maggior parte dei prodotti dal valore superiore ai $200 subiva dazi che andavano dallo 0% al 37.5%, con una media di 5.63%. Visto che gli acquirenti di merci d’importazione erano abituati a pagare la tassa, ci si aspetta che questo aumento della soglia del duty-free farà crescere le vendite dei marchi di alta qualità.

E non è tutto. I pacchi importati del valore inferiore a $800 non dovranno più, in molti casi, essere sottoposti a controlli di dogana, rendendo quindi le consegne più rapide, oltre che più convenienti.

 

Implicazioni per il mercato USA

Con tutta probabilità i commercianti al dettaglio statunitensi si muoveranno presto per difendere i propri mercati, se non l’avessero già fatto. Alcune compagnie hanno già manifestato la propria obiezione a questa nuova soglia. Forbes riporta che i commercianti di biciclette negli USA si sono messi sulla difensiva, visto che ora le importazioni hanno prezzi equivalenti a quelli del mercato nazionale.

E’ anche probabile che il governo statunitense realizzerà una diminuzione delle entrate da importazioni. Nell’anno fiscale 2015 la CBP dice di aver gestito oltre $2.4 bilioni da commercio e circa 33 milioni da importazioni. L’agenzia ha anche raccolto circa $46 miliardi di dazi, tasse e altre commissioni – la cifra più alta degli ultimi anni.

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