AICEL - Il commercio elettronico visto da chi ci lavora Questo è il blog di AICEL, uno spazio dove raccogliere informazioni e commenti circa il commercio elettronico italiano.
ANSA) - PARIGI, 30 GIU - EBay e’ stato condannato da un tribunale parigino a versare 38,6 milioni di euro di danni e interessi al leader mondiale del lusso LVMH. Ad aver denunciato per contraffazione e vendite illecite il sito erano state le griffe del gruppo,Louis Vuitton, Christian Dior Couture e 4 filiali di profumi.Secondo l’accusa,eBay avrebbe lasciato vendere capi contraffatti nonostante fosse al corrente che si trattasse di falsi.La sentenza dopo due anni di procedura e l’esame di migliaia di pezzi.
Meglena Kuneva, la responsabile dell’Unione europea per i consumi è pronta con nuove regole per semplificare e rendere più sicuri gli acquisti online all’interno della UE.
Dalle ultime analisi è emerso che sono circa 150 milioni gli europei che comprano on-line ma solo 30 milioni di questi comprano in paesi diversi dal loro spendendo una media di 800 euro a testa. «Consumatori e venditori» ha sottolineato la Kuneva «stanno cominciando a usare l’e-commerce a livello nazionale, ma le barriere interne del mercato UE continuano a sussistere».
Secondo il responsabile una armonizzazione delle regole potrà sviluppare il «grande potenziale di mercato europeo on line per i consumatori, che sul web possono ottenere maggiori scelte e prezzi più bassi. Un unico insieme di norme renderà più semplice acquistare e vendere in tutt’Europa».
“Quest’autunno proporrò nuove regole per ridurre la giungla di norme attualmente in vigore. Proporrò una serie di norme semplificate per regolare i contratti fra venditori e consumatori in tutta l’Unione europea”, ha detto il Commissario per i consumi Meglena Kuneva.
Tra gli obiettivi della UE anche quello di contrastare pratiche commerciali scorrette che si verificano puntualmente sul web: «Metterò in piedi un set di regole semplificato che regoli i contratti business to consumer in tutta Europa».
Al momento non ci sono garanzie tali da poter evitare di essere truffati quando si acquista un prodotto on line. Già nel 2004 era stato presentato il primo Action Plan per intervenire con misure normative a regolamentare il mercato del commercio elettronico. Le frodi, infatti, erano e continuano ad essere all’ordine del giorno.
Secondo le statistiche dell’UE, un consumatore su tre in Rete viene truffato o non riesce a ottenere ciò per cui ha pagato.
La CCIAA di Brescia ha pubblicato un bando di finanziamento per favorire l’innovazione tecnologica.
Possono beneficiare dei contributi le imprese in possesso dei seguenti requisiti:
- appartengano ai settori del commercio, turismo e servizi;
- abbiano un numero di dipendenti non superiore a 15 per le imprese singole, e non superiore a 100 per le imprese raggruppate in associazioni e in associazioni temporanee di scopo fra imprenditori del turismo e dei servizi (ATS);
- abbiano sede legale e/o unità locale nella provincia di Brescia;
- iscritte al Registro delle imprese ed in regola con la denuncia di inizio attività al Rea (Repertorio economico amministrativo) dell’ente camerale bresciano;
- non abbiano pendenze con gli Enti previdenziali;
- siano in regola, e nella esatta misura, con il pagamento del diritto annuale camerale, con le modalità e secondo le disposizioni normative vigenti;
- non siano soggette ad amministrazione controllata, a concordato preventivo o a fallimento.
Sono finanziabili gli investimenti, effettuati dal 2 gennaio 2008 al 31 dicembre 2008, riguardanti:
- la realizzazione siti web relativi all’e-commerce, comprensivi dei costi concernenti la consulenza tecnica e la dotazione di hardware, quali il server e gli specifici personal computer, tastiera, stampante, mouse, necessari per la realizzazione di una rete informatica tra imprese utile alla promozione dell’attività e allacommercializzazione dei prodotti mediante un mercato virtuale, nonché di vetrine e/o cataloghi virtuali;
- l’acquisto e relativa installazione di software, specifici per l’esercizio dell’attività e per la gestione aziendale (escluso l’aggiornamento) nonché di strumentazione che permette di effettuare incassi anche senza maneggio di denaro contante.
Il contributo camerale è pari al 40% delle spese sostenute (al netto di I.V.A.), fino ad un importo massimo è di Euro 2.500 per ogni impresa.
La spesa minima ammissibile è di Euro 2.500 (al netto di Iva).
Le domande di contributo devono essere presentate, a partire dal 15 dicembre 2008 e sino al 15 gennaio 2009, esclusivamente con invio telematico.
Ancora pochi giorni per passare dalla Via all’e-commerce.Scade infatti il 30 maggio p.v. il termine per la presentazione delle domande di ammissione al contributo regionale.
Fra i vari finanziamenti previsti dal Bando Regionale, alle associazioni di Via della Puglia è possibile accedere ai finanziamenti stanziati per la realizzazione di piattaforme web comuni per lo sviluppo del commercio elettronico.
La Camera di Commercio di Avellino ha stanziato 100.000,00 Euro di contributi a fondo perduto a supporto delle PMI della provincia di Avellino impegnate in programmi d’introduzione e sviluppo di strumenti di commercio elettronico e in attività dirette a promuovere la vendita attraverso internet di beni e servizi.
Sono ammesse al contributo le spese di realizzazione del sito aziendale di e-commerce (grafica, software/programma gestionale di e-commerce, interfacciamento operatore finanziario per le modalità di pagamento, back office per la gestione dei prodotti e della clientela, etc.), di adeguamento e promozione del sito web aziendale utilizzato per il commercio elettronico (esempio azioni di indicizzazione su motori di ricerca, acquisto spazi promozionali on line).
La domanda di contributo può essere presentata fino al 15 ottobre 2008
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.av.camcom.it
Di seguito link al bando e alla domanda di finanziamento
Bando di contributi a favore delle pmi irpine per la diffusione e la promozione del commercio elettronico e l’implementazione dei flussi informativi. Scarica la seguente modulistica:
L’iniziativa della Camera di Commercio offre un servizio gratuito e personalizzato per le attività di e-business e di commercio elettronico
La Camera di Commercio di Lucca mette a disposizione per tutto il 2008, in forma totalmente gratuita, un servizio di help desk per l’erogazione di consulenze personalizzate di primo orientamento su problematiche di natura legale legate alle attività di commercio elettronico e di e-business in generale.
Il servizio viene erogato tramite InFOROmatica S.r.l., che si avvale di professionisti di comprovata esperienza e professionalità regolarmente iscritti ai rispettivi Albi professionali.
Operatori economici, web agencies, professionisti ed in pratica tutti i soggetti direttamente coinvolti nell’utilizzo di Internet per lo svolgimento delle proprie attività, possono ricevere, su richiesta, un primo orientamento e pareri in merito a questioni riguardanti:
nomi a dominio;
struttura del sito Internet;
condizioni di vendita su Internet;
contratto telematico;
firma elettronica;
strumenti di pagamento on line;
pubblicità su Internet;
protezione dei dati personali (Privacy).
L’helpdesk è inoltre in grado di fornire indicazioni e consigli in merito all’adeguamento di piattaforme di e-commerce alla vigente disciplina.
L’erogazione del servizio può avvenire per e-mail o telefonicamente.
Per usufruire di questa opportunità, riservata agli operatori della Provincia di Lucca, è possibile rivolgersi all’Ufficio Politiche Comunitarie Eurosportello eurosportello@lu.camcom.it
Tel 0583/976.633/.625
Non mi riferisco all’ottimizzazione di un sito di e-commerce affinché questo incrementi la propria visibilità su Google, né tantomeno all’ennesimo inutile trucchetto escogitato per ottenere il medesimo risultato: il titolo di questo post è volutamente provocatorio.
Penso proprio ad un’utopistica idea di far sempre comparire le pagine del proprio sito tra i primi risultati delle ricerche su Google.
Quanti vorrebbero fare in modo che qualsiasi ricerca soddisfatta dal proprio sito internet comparisse sempre e comunque tra i primi risultati di una ricerca su Google?
Probabilmente è il sogno nel cassetto di tutti colore che operano su internet, merchant e non: un sogno assolutamente irrealizzabile.
Fino ad oggi. Continue reading →
Oltre l’85% dei navigatori mondiali ha usato internet per fare acquisti. Sono 875 milioni i consumatori on-line pronti a fare acquisti anche nei nostri negozi.
Questo è il dato che emerge dall’indagine di mercato Nielsen realtiva al commercio elettronico mondiale.
I maggiori e-consumatori sono i Coreani. Il 99% dei navigatori della Corea del Sud ha dichiarato di aver utilizzato la rete per fare acquisti. Secondi gli Inglesi, Tedeschi e Giapponesi (97%) mentre gli Americani si ‘fermano’ al 94%.
I maggiori acquisti si sono registrati nel settore Libri (41% degli acquisti on-line negli ultime 3 mesi). L’abbigliamento -settore col più alto tasso di crescita- è subito dietro con un 36% e a ruota seguono Video/DVD (24%), Biglietti Aerei (24%) e Elettronica di Consumo (23%)
Buone notizie anche dal versante ‘metodo di pagamento’: le carte di credito sono sempre più utilizzate e il 60% dei consumatori on-line ha utilizzato la carta di credito per effettuare acquisti. Successo per VISA che raccoglie da sola il 53% dei pagamenti con Carta di Credito
Il 25% ha dichiarato di aver usato PayPal per pagare quanto acquistato on-line (n.d.r. l’indagine ha considerato anche il pianeta eBay e utenti minorenni).
Esiste il colore perfetto per i siti e-commerce, capace di rendere gli utenti positivamente propensi nei confronti degli acquisti on-line? Sicuramente no. Siete pronti a mettere on-line il vostro e-commerce: le pratiche per aprire un e-commerce sono state tutte sbrigate, avete dei prodotti fantastici che destano interesse, prezzi concorrenziali, vi siete affidati ad alla migliore agenzia di search marketing presente sul mercato, il checkout del vostro carrello è assolutamente chiaro… ma avete pensato alla scelta dei colori del sito, valutandone l’emozione che trasmetterete al vostro utente? Vediamo come l’uso dei colori per un sito e-commerce può influenzare la predisposizione degli utenti nei confronti del nostro negozio e, conseguentemente, la conversione dell’utente in cliente: la vendita. Continue reading →
Il 62% degli utenti Internet italiani passa da un sito di e-commerce almeno una volta al mese e partecipa ad almeno una community online, ma nonostante ciò sono meno del 10% i navigatori che effettuano un acquisto online ogni mese a causa della mancata affermazione del modello di vendita esperienziale e relazionale.
E’ quanto emerge da Digital Payment, uno studio sul comportamento di acquisto online in Italia realizzato da Nielsen Online e CommStrategy, due società specializzate nella misurazione e nell’analisi delle pratiche dei consumatori sui media digitali.
“In Italia Internet … si dimostra uno strumento di comunicazione e relazione estremamente efficiente. Risponde sia all’esigenza di ricercare informazioni pertinenti e puntuali - i siti di confronto dei prezzi attraggono un navigatore su tre - sia all’esigenza di scambiare esperienze e opinioni con altri consumatori”, spiega Cristina Papini, Sales & Project Manager Nielsen Online. “(Ma nonostante ciò Internet) è ancora poco un canale di vendita”.
Quali sono allora gli elementi frenanti in termini di tasso di conversione da semplice utente a e-payer, i fattori cioè che cioè non convincono all’aquisto la maggior parte degli italiani che navigano sui siti di e-commerce senza acquistare?
Secondo lo studio - che ha registrato le performance di 25 siti Top merchant nelle categorie Travel, Electronics & Ict, Media, Insurance e di 2 gateway di pagamento online attraverso i comportamenti di un panel di circa 15.000 utenti Internet in Italia - il principale imputato non è il pagamento online, a lungo considerato il grande ostacolo alla finalizzazione dell’acquisto, perchè molti italiani hanno ormai acquisito dimestichezza nel movimentare denaro sulla rete: basti pensare ad esempio agli oltre 5 milioni di persone che ogni mese usano i servizi di internet banking.
Per Digital Payment responsabili sono le inadatte dinamiche di creazione di fiducia online, che potrebbero invece diventare la chiave di volta per un cambiamento di tendenza. I siti di retail online, in sostanza, non sfruttano il successo del Web come strumento di comunicazione e relazione.
“In Italia l’e-commerce mostra scarsa consapevolezza del valore relazionale dello scambio e dell’ampiezza e della profondità delle conversazioni online, alla base dell’atto d’acquisto”, spiega Fiamma Petrovich, senior manager di CommStrategy.
“Paradossalmente il meccanismo di vendita di un e-store, anche tra i venticinque più utilizzati nel nostro paese, è quello del discount: il retailer funge da mero abilitatore nella compra-vendita di beni, ponendosi come garante del flusso fisico e monetario dello scambio, ma la condivisione di esperienze sulle proprie scelte di consumo avviene prevalentemente al di fuori del sito”, aggiunge Petrovich.
E’ quindi quella parte del mercato dei beni digitali che ha imparato a monetizzare il potere dell’effetto “Wom” (word of mouth, il nostro passaparola) che secondo lo studio potrebbe diventare il nuovo modello per lo sviluppo dell’offerta in termine di sistemi di relazione.
“Nel mercato dei libri per esempio, già ai tempi del web 1.0, Amazon aveva considerato lo sviluppo di communities of interest sulla lettura come un elemento fondamentale del proprio modello di business. E ancora di più oggi pareri e recensioni di coloro che hanno già letto un libro rappresentano un elemento importante, in grado di influenzare le scelte d’acquisto degli altri utenti. La creazione di uno luogo di dialogo tra pari favorisce la generazione di traffico e la fidelizzazione”, spiega una nota delle società.
In Italia invece “Internet BookShop, primo brand nel retail online (con 1,5 milioni di utenti) si rivolge esclusivamente agli utenti registrati… senza favorire lo scambio di informazioni fra utenti”.
Quasi uno “spreco” - viene da pensare - se si considera che una community di nicchia sui libri come Anobii.it., che ha come base lo scambio fra pari, ha ormai più di 4 milioni di utenti.
“Così come molte aziende investono nella ricerca di nuovi format distributivi fisici che siano pensati sulle mutate abitudini di fruizione del tempo e dello spazio nelle città, così è lecito attendersi sforzi di innovazione per catturare l’attenzione sempre più prolungata ed esigente di coloro che frequentano l’ambiente digitale, con ormai crescente disponibilità a spendervi”, auspica la nota.