Come strutturare le categorie di un e-commerce

5 maggio 2017
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Iniziamo una nuova guida incentrata sull’ottimizzazione SEO dell’e-commerce. Affronteremo l’argomento, analizzando con attenzione ogni elemento presente all’interno di una piattaforma di vendita online, in modo da offrirti gli strumenti e le nozioni più utili per migliorare il posizionamento in SERP del tuo negozio online.

Sono le CATEGORIE ad aprire le danze: forse non ci hai mai pensato ma questi elementi svolgono un ruolo centrale per migliorare posizionamento e user experience.

E-commerce: l’ottimizzazione e scelta delle categorie

Le categorie sono il filo rosso che lega usabilità e SEO. Da una parte, se ben organizzate e funzionali alla ricerca, aiutano l’utente ad orientarsi nel catalogo online; dall’altra permettono di portare traffico qualificato al sito web dai motori di ricerca.

La suddivisione in categorie è importante soprattutto quando il negozio online propone migliaia di prodotti diversi tra loro, pensiamo per esempio alle farmacie online, ai negozi di abbigliamento ecc.  Per comprendere come organizzarle occorre porsi delle domande.
Per esempio:

  • quante tipologie di prodotto propongo nel mio e-commerce?
  • come posso semplificare la ricerca dei miei utenti?
  • quante categorie posso prevedere? E quali sotto-categorie?

 

Questi sono solo alcuni dubbi, e in questo articolo ti aiuterò a risolverli per ottimizzare il tuo e-commerce lato SEO e parallelamente migliorare l’user experience.

Per raggiungere il successo dell’operazione occorre che proprietario ed esperto SEO lavorino in piena collaborazione. Questo è fondamentale!

Da una parte, il proprietario conosce perfettamente le caratteristiche del suo catalogo online; dall’altra il consulente offre le indicazioni di struttura e keyword da usare per nominare le categorie, in base alle ricerche degli utenti.

Come vedremo infatti, è proprio sull’analisi di mercato che andremo a creare l’albero delle categorie!

I tipi di categorie

Ma quanti tipi di categorie esistono? A mio parere sono 2 quelle più importanti:

  • CATEGORIE MADRI (o macro-categorie): sono le categorie principali, usate dall’utente per muoversi tra i diversi tipi di prodotto.
  • CATEGORIE FIGLIE (o sotto-categorie): dopo aver scelto una macro-categoria, l’utente scende sempre più nello specifico, approfondendo le sue ricerche per diversi parametri (marchio, modello, colore…)

 

Annidare troppo il prodotto all’interno di una categoria potrebbe essere controproducente. Per questo, una volta arrivati alla categoria madre o alla sotto-categoria, dovremo poter sfruttare i filtri per arrivare alle “pagine foglia”, ovvero le pagine prodotto.

Come vedremo nei prossimi articoli, attraverso i filtri l’utente potrà impostare diversi parametri e ritrovare facilmente il prodotto desiderato.

Ma allora, meglio i filtri o le categorie?

A questa domanda risponderei con un bel dipende! Infatti la scelta varia molto in base alla tipologia dell’e-commerce, dal tipo di mercato. Non c’è da nessuna parte la soluzione migliore, ma questa è semplicemente data dall’analisi delle ricerche degli utenti.

Nella maggior parte dei casi però, io consiglio di combinare assieme filtri e categorie, valutando se e quali filtri indicizzare.

In molti casi, ma non sempre, non ha senso creare una categoria “colore” (es. gonne rosse). A quel punto è molto meglio creare una categoria che determina la natura del prodotto (es. gonne) e poi poter filtrare per tipologia (es. restituisci tutte le gonne di colore rosso).

Un altro elemento, oltre all’analisi di mercato, che ci permette di capire quali filtri e categorie utilizzare è la grandezza dell’e-commerce. La grandezza è data dal numero di prodotti che voglio mettere in vendita e che ho a disposizione.

Ritornando all’esempio, è chiaro che se si tratta di un e-commerce specializzato in vendita di gonne online, allora la categoria colore potrebbe essere perfetta! 🙂

Altri tipi di categorie

Per concludere, esistono poi altre pagine di listing utili per migliorare l’esperienza dell’utente nel sito. Ad esempio, si possono raggruppare i prodotti più venduti, quelli più scontati, quelli che hanno ricevuto maggiori recensioni.

Nei prossimi articoli entreremo nel dettaglio per poter mettere in pratica quello che ho introdotto in questo articolo. Ora hai le carte in regola per lavorare sul tuo catalogo, suddividere i prodotti per categorie e raggiungere i tuoi obiettivi di vendita!

 

Filippo Sogus

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