Renzi-Alibaba, accordo sull’agroalimentare e contro i prodotti fake

5 settembre 2016
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Finalmente il vino italiano sarà in vendita sulla piattaforma e-commerce cinese.

La visita di Matteo Renzi al Campus Alibaba, sede centrale del colosso, è stata l’occasione di formalizzare ed annunciare un accordo per promuovere l’agroalimentare italiano nel mercato cinese (e tendenzialmente asiatico).
Una collaborazione che punta a sostenere l’export italiano (nel vino le bottiglie italiane hanno solo il 5% del mercato cinese contro il 55% di quelle dei cugini francesi) e il Made in Italy. A cominciare dalle eccellenze dell’agroalimentare, tutelando il marchio. L’Italia diventa così l’unico Paese al mondo a vedere garantito ai prodotti Dop e Igp la stessa tutela contro il falso che hanno i brand commerciali sulla piattaforma e-commerce.

Secondo le stime dei manager di Alibaba, presentate nel maggio scorso, entro il 2020, il valore delle merci importate in vendita sule piattaforme della galassia di Jack Ma arriverà a quota 245 miliardi di dollari.

Gia’ oggi, i prodotti dell’agroalimentare, dell’elettronica e dei prodotti per l’infanzia sono tra i più acquistati su Alibaba, presente in 224 tra Paesi e regioni, che per il futuro prevede di estendersi anche ai campi dei servizi finanziari, del cloud computing e dei big data con l’obiettivo di realizzare una tecnologia flessibile per costruire un’infrastruttura per il commercio a livello mondiale.

Il punto debole del colosso di Jack Ma è il problema della vendita dei prodotti fake. Il Made in Italy, soprattutto, è oggetto di grandi contraffazioni che costano al mercato miliardi di dollari ogni anno. Alibaba stessa è stata sospesa dallo Iacc, la coalizione internazionale anti-contraffazione, dopo le proteste di diversi marchi, tra cui Gucci America, Michael Kors e Tiffany, che accusavano il gruppo di Jack Ma di avere tratto profitto dalla vendita di falsi sulle sue piattaforme.
L’alleanza con Alibaba per contrastare la contraffazione è iniziata lo scorso anno e i numeri – spiegano dal Ministero delle politiche agricole – sono impressionanti: impedita la vendita mensile di 99 mila tonnellate di falso parmigiano, 10 volte di più della produzione autentica, o di 13 milioni di bottiglie di Prosecco che non arrivava dal Veneto.
Una tutela che con questo accordo viene estesa dalla piattaforma b2b, accessibile solo alle aziende, a quella b2c, dando garanzia ai 430 milioni di utenti della rete di siti di Alibaba che potranno acquistare vero Made in Italy. Per individuare i falsi il Ministero delle politiche agricole ha costituito una task force operativa dell’Ispettorato repressione frodi che quotidianamente cerca i prodotti contraffatti e li segnala ad Alibaba.
Entro 3 giorni le inserzioni vengono rimosse e i venditori informati che stanno usurpando le indicazioni geografiche italiane. Con il nuovo accordo Alibaba si impegna anche a promuovere momenti di educazione dei venditori e dei consumatori sull’importanza delle indicazioni geografiche alimentari. Non solo protezione, ma anche promozione.

Molto discussa, però, è stata la dichiarazione di Jack Ma, secondo il quale alcuni falsi oggi sono meglio degli originali e combatterli è difficile come combattere contro l’istinto umano.

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